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Bimba precipitata: patrigno a gip, è stato tragico gioco

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Di ANSA
Sul balcone la lanciavo in aria e la riprendevo
Sul balcone la lanciavo in aria e la riprendevo

(ANSA) – TORINO, 15 GEN – “Giocavo con Fatima sul balcone.
La lanciavo in aria e la riprendevo, con la mamma che ci
guardava da sotto. Non so come sia potuto accadere…”. Lo ha
detto al gip Agostino Pasquariello, nel corso
dell’interrogatorio di garanzia, Mohssine Azhar, il 32enne
fermato per la morte della bambina di tre anni precipitata da un
palazzo del centro di Torino. L’uomo, assistito dall’avvocato
Alessandro Sena, ha ammesso di avere bevuto qualche bicchiere e
di aver assunto hashish, ma ha ribadito di “non avere perso
lucidità”, se non quando si è reso conto che la bimba era
caduta. La bambina avrebbe raggiunto da sola l’abitazione del
patrigno, che si trova sopra quella in cui viveva con la madre,
indosso il pigiamino e le calze antiscivolo nei piedi. L’uomo,
che stava bevendo con alcuni amici, l’avrebbe presa in braccio e
sarebbe andato sul balcone a salutare mamma Lucia, al piano di
sotto sul ballatoio. Poi quel tragico gioco, davanti allo
sguardo della madre. Il pm Valentina Sellaroli ha chiesto la convalida del fermo
per omicidio volontario con dolo eventuale e la misura
cautelare. Il difensore di Mohssine, Alessandro Sena, ha chiesto
di cambiare l’ipotesi di reato in omicidio colposo e quindi la
non convalida del fermo e nessuna misura cautelare, in quanto
non sussiste il pericolo di fuga. Il gip si è riservato di
decidere. (ANSA).

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