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Pakistan e Afghanistan che giocano a rimpiattino sulla loro lunga frontiera

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Di Paolo Alberto Valenti
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Shah Mehmood Qureshi
Shah Mehmood Qureshi   -   Diritti d'autore  AP

Il ministro degli Esteri pakistano Shah Mehmood Qureshi intende mantenere e rafforzare la barriera che delimita gli oltre 2.600 km di confine con l'Afghanistan, mai stata un limite invalicabile soprattutto per i Talebani che da sempre vanno e vengono oltre il confine (ma questa è una tradizione antica).

Il fair play pakistano

Abbiamo costruito la recinzione e, a Dio piacendo, questo sforzo continuerà
Ministro degli Esteri pakistano Shah Mehmood Qureshi

"Abbiamo costruito la recinzione e, a Dio piacendo, questo sforzo continuerà": ha detto in conferenza stampa Mehmood Qureshi. La tattica non esclude uno sforzo diplomatico non sempre facile con Kabul nonostante i proclami dello stesso ministro degli esteri pakistano di pochi mesi fa sulla volontà di mantenere aperti i valichi come quello di Chaman che è stato al centro di non poche controversie.

I Talebani che distruggono la recinzione

Adesso gruppi armati di Talebani, che continuano a scorrazzare lungo la frontiera,si dedicano alla demolizione non solo notturna di porzioni di una recinzione che rincorre le secolari controversie di confine fra i due paesi e che alla fine si sono ulteriormente complicate con la definiva presa del potere dei Talebani a Kabul. Nelle ultime settimane, sui social media sono stati pubblicati video in cui le forze dell'Emirato islamico nelle province di Nangarhar, Kunar e Nimroz hanno distrutto le fondamenta delle recinzioni di filo spinato pakistane e hanno avvertito che se il Pakistan non smetterà di costruirle, ci saranno rappresaglie. In un video circolato sul web nei giorni scorsi si sente il capo dell’intelligence dei Talebani della provincia orientale di Nanghar dire, rivolgendosi ai soldati pakistani stanziati al confine:

Se violate la frontiera preparatevi a una guerra con noi
Uno dei capi dei Talebani

La separazione avviata nel 2017

Il Pakistan aveva cominciato a costruire nel 2017 la griglia di separazione metallica allo scopo di ridurre i movimenti di combattenti verso l’Afghanistan ed anche dei contrabbandieri. Il 2 gennaio un portavoce del ministero talebano della Difesa aveva criticato il progetto di recinzione, dicendo che il Pakistan non ha "alcun diritto di erigere filo spinato lungo la linea Durand e separare le tribù che vivono su entrambi i lati della linea".

Fra i risultati della fine delle operazioni Nato in Afghanistan

La ritirata degli Stati Uniti da Kabul nell'agosto 2021 ha decretato il trionfo annunciato non solo dei Pashtun (etnia dominate in buona parte dell'Afghanistan) ma anche dei Talebani del Pakistan, noti con l’acronimo Ttp (Tehreek-e Taliban Pakistan). Migliaia di fanatici sono sciamati a Kabul e nelle zone limitrofe, prossime al Pakistan, chiamati dai confratelli afghani. Si parla di quasi 10 mila combattenti che negli ultimi mesi si sono trasferiti in Afghanistan per partecipare alla riconquista definitiva del territorio questo mentre in controtendenza altrettante migliaia di profughi abbandonavano il paese tornato al passato. Le locali frontiere sono da allora in stato di stress e la movimentazione di bande, di profughi, di combattenti e di facinorosi ha raggiunto vette mai viste.

Va poi ricordato che nel 2021 il brand locale dello Stato islamico (Iskp, Islamic State Khorasan Province) ha messo a segno 339 attacchi; l’anno precedente erano stati 82 cosa che non poteva non allarmare Islamabad.

Il concetto occidentale di frontiera

I movimenti dei popoli sono una prerogativa costante dei grandi continenti e dell'insieme del globo ma intanto Il concetto di confine è un'altra delle prelibatezze della secolare cultura storica occidentale che si è sempre male adattata a certe porzioni di territorio orientale/asiatico. Il viaggiatore smaliziato dell'Afghanistan sa molto bene che per le miriadi di popolazioni dell'Asia Centrale l'appartenenza più sentita è quella ad una tribù, ad una tradizione regionale/continentale o religiosa immerse come sono sempre state in un paesaggio sconfinato che soltanto il tornaconto delle potenze occidentali colonizzatrici pretendeva di sezionare come quarti di bue.

L'Afghanistan da sempre refrattario alla Durand line

Per questo l’Afghanistan non ha mai riconosciuto la linea Durand in parte in risposta ai sentimenti nazionalisti della propria popolazione Pashtun e in parte, secondo alcuni, allo scopo di ottenere vantaggi commerciali e di transito dal Pakistan. Del resto la‘querelle’ della Durand Line, avvelena da circa un secolo e mezzo i rapporti tra Pakistan e Afghanistan. Tracciata col righello venne stabilita nella seconda metà dell’Ottocento, nella fase conclusiva della frastagliata competizione tra la Russia zarista (sempre presente in un modo o in un altro in Asia centrale) e l’Impero britannico che voleva difendere a tutti i costi la sua poderosa espansione in India. Adesso la linea Durand è stata dotata di una muraglia di ferro come quelle che anche in occidente dovrebbero servire a contenere le ondate migratorie. La forza della disperazione e della guerra fino ad oggi l'ha sempre spuntata davanti a qualunque muraglia.

NOTA STORICA:

La Linea Durand prende nome da Sir Mortimer Durand, il funzionario del Raj britannico che nel 1893 ha concordato il confine con l’allora governatore dell’Afghanistan Abdur Rahman Khan, separando le comunità tribali che ancora abitano la regione e vorrebbero la creazione di un Pashtunistan indipendente. Il Pakistan ha ereditato il confine dopo l’indipendenza nel 1947 e da allora la linea di demarcazione ha continuato a generare tensioni tra i due Paesi. (Treccani)