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Cop 26, l'impegno dell'Organizzazione del turismo: dimezzare emissioni entro 2030

Cop 26, l'impegno dell'Organizzazione del turismo: dimezzare emissioni entro 2030
Diritti d'autore Scott Heppell/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Di Euronews
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Sono 350 i firmatari della dichiarazione di Glasgow, che arriva mentre ancora rimbalzano le polemiche sulla processione di jet privati vista nei giorni scorsi

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Mentre sui social ancora rimbalzano le polemiche sulla processione di jet privati (e decisamente poco ecologici) che si è vista nei giorni scorsi alla Cop 26, proprio l'Organizzazione mondiale del turismo delle Nazioni unite (UNWTO) ha siglato oggi alla Conferenza - con oltre 350 firmatari - la dichiarazione di Glasgow.

L'obiettivo è semplice: dimezzare le emissioni di gas serra entro il 2030 e azzerarle al massimo entro il 2050

"Con la grande campagna che stiamo lanciando - spiega il direttore generale Unwto Zurab Pololikashvili - vogliamo coinvolgere tutti gli individui che viaggiano e che fanno parte di questo settore ed essere quanto più responsabili nella riduzione del carbonio e dei materiali a base plastica,".

La Dichiarazione vuole spingere l'industria del turismo ad accelerare la sua transizione verde. In gioco ci sono quasi 300 milioni di posti di lavoro, come spiega Darrel Wade, co-fondatore e presidente del gruppo Intrepid, una società che si occupa proprio di turismo etico e sostenibile.

"L'industria dei viaggi - Wade - si basa sull'avere destinazioni in cui la gente voglia andare; e nel caso di un cambiamento climatico sopra i tre gradi, in alcune di queste destinazioni non varrà più la pena viaggiare. E ciò significa che milioni di persone perderebbero il lavoro in quei paesi".

Ma la transizione dovrà servire anche alle comunità che vivono in prossimità delle destinazioni turistiche. Il loro ruolo è essenziale nella preservazione degli ecosistemi. "Il 5% della popolazione mondiale secondo il National Geografic è costituito da indigeni" spiega il ministro del Turismo di Panama, Ivan Eskildsen. "Ma sono loro a conservare l'80% della biodiversità mondiale; penso sia importante che noi guardiamo anche alla loro antica saggezza per trovare la risposta alle sfide che stiamo affrontando oggi come il cambiamento climatico"

Impegni concreti

Riconoscendo il bisogno urgente di un piano mondiale coerente per implementare l'azione per il clima nel turismo, la Dichiarazione di Glasgow richiede ai firmatari di "impegnarsi a misurare le emissioni, decarbonizzare il settore e sbloccare i necessari finanziamenti, oltre a fornire piani d'azione concreti per il clima entro 12 mesi dalla firma", come riporta un comunicato stampa dell'Organizzazione Mondiale del Turismo delle Nazioni Unite.

"Il cambiamento climatico è la più grande sfida del nostro tempo", ha detto Zurab Pololikashvili alla cerimonia della firma della dichiarazione giovedì. "È anche una sfida per i turisti, per le meraviglie naturali che la gente viaggia per vedere il futuro delle comunità che visita. La finestra di opportunità per ripensare e riformare il nostro settore si sta chiudendo".

Più di 300 stakeholder del turismo hanno già firmato la Dichiarazione, sviluppata dall'UNWTO in collaborazione con il Programma delle Nazioni Unite per l'Ambiente (UNEP), Visit Scotland, la Travel Foundation e Tourism Declares a Climate Emergency, nel quadro del programma delle Nazioni Unite "One Planet Sustainable Tourism".

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