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Max, il cane geniale che riconosce il significato delle parole

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Di euronews
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Il cane geniale
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Sull'intelligenza dei cani si sono consumati fiumi di inchiostro, quello che ancora non sappiamo è se siano in grado di di rispondere a comandi non generici ma specifici. Le prime risposte arrivano dall'università di Budapest,  dove i un gruppo di ricerca internazionale sta studiando come i cani possano imparare i nomi di oggetti e identificarli con certezza. Il protagonista di questa storia è Max, che ha già imparato i nomi di più di 100 giocattoli ed è in grado di riconoscerli uno per uno.

"Possiamo anche lavorare con questi cani per vedere come imparano il nuovo nome degli oggetti e confrontarlo con il modo in cui li imparano gli umani per avere una migliore comprensione dei processi. Stiamo fondamentalmente guardando l'evoluzione della cognizione." spiega la ricercatrice Shany Dror.

Max si muove agevolmente alla ricerca della pallina blu, il limone, il pupazzetto di Guerre Stellari, sempre seguito passo passo e ovviamente premiato nel momento in cui soddisfa le richieste dei ricercatori. 

Secondo i ricercatori i cani comuni possono avere difficoltà ad identificare gli oggetti con le parole, ma qualcuno, - come Max, con il suo speciale talento, impara con straordinaria facilità. Nella prima fase della ricerca sono stati identificati nel mondo solo sei cani straordinari.

Il capo dipartimento di etologia Adam Miklosi aggiunge che "la ricerca tradizionale guarda alle  prestazioni medie di un gruppo o di una popolazione, ma in questo caso siamo interessati all'eccellenza. E possiamo vedere che nei cani, l'apprendimento delle parole è qualcosa di cui è capace solo una piccolissima parte della popolazione".

La ricerca sui cani che imparano le parole potrebbe avere una serie di altre applicazioni: i ricercatori dell'ELTE che stanno anche cercando risposte su cosa scateni i caratteristici cenni laterali della testa nei cani, studiano anche come le parole risultinoseparate nel discorso umano. I risultati di questo studio non solo ci diranno di più sui cani, ma anche sugli umani, e le nozioni apprese riguardo alla comunicazione tra le due specie potrebbero persino essere applicate alla robotica.