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Australia, un piano per le emissioni a impatto zero nel 2050

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Di Debora Gandini
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Premier australiano Scott Morrison
Premier australiano Scott Morrison   -   Diritti d'autore  Diritti d'autore ROHAN THOMSON/AFP or licensors

Un piano c’è. Ma molto ritardato. L'Australia, secondo esportatore al mondo di carbone e considerato tra i Paesi più inquinanti, ha fissato il suo obiettivo di "zero carbone" al 2050.

Secondo il Primo ministro conservatoreScott Morrison) si tratta di un piano equo, pratico e responsabile. “Gli australiani vogliono questo piano a emissioni zero, ha detto Morrison, che faccia la cosa giusta contro i cambiamenti climatici e metta in sicurezza il loro futuro.” “Abbiamo un piano. Lo faremo nel modo australiano, attraverso la tecnologia e non con le tasse", ha proseguito il premier che negli ultimi otto anni ha resistito alle iniziative per ridurre le emissioni.

L’annuncio del governo ha sollevato delle critiche verso Canberra sia per la scadenza, ritenuta molto ritardata, che per l'aver evitato di prefiggersi target a breve termine. Un obiettivo del summit Onu sul clima Cop26 che prenderà il via domenica 31 ottobre a Glasgow.

Il governo australiano in pratica non ha per ora fissato obiettivi per ridurre le emissioni inquinanti entro il 2030. Il premier ha semplicemente spiegato che la neutralità carbonica sarà raggiunta attraverso investimenti in tecnologie a basso consumo energetico come l'idrogeno e il solare a basso costo. Il tutto sostenendo le industrie minerarie per restare competitivi, quindi senza tagliare posti di lavoro nel settore.

Secondo un recente sondaggio del 2021 del think tank del Lowy Institute il 78% degli australiani sostiene un obiettivo zero netto per il 2050, mentre il 63% sostiene un divieto nazionale di nuove miniere di carbone.

Risorse addizionali per questo articolo • ANSA