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La guerra nella regione etiope di Afar

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Di euronews
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La guerra nella regione etiope di Afar
Diritti d'autore  AP/AP Photo

Non cessa la guerra in Etiopia. Convogli militari carichi di artiglierie e soldati continuano a dirigersi verso la regione etiope di Afar (confinante a nord con l'Eritrea, ad est con Gibuti e con la regione dei Somali, a sud con la regione di Oromia ed a ovest con le regioni di Amara e del Tigray) mentre la guerra del Tigray continua ad allargarsi alle zone limitrofe.

Uno scontro lungo un anno

Il conflitto nel secondo paese più popoloso d'Africa è continuato per quasi un anno nel confronto tra le forze regolari etiopi, i loro alleati e quelle del Tigray che hanno dominato a lungo il governo nazionale prima dello scontro col primo ministro Abiy Ahmed, già premio Nobel per la pace 2019.

Lo stop ai convogli umanitari

Nonostante la richieste delle Nazioni Unite di lasciapassare per convogli umanitari destinati ai 6 milioni di persone del Tigray, il governo etiope considera inconcepibili queste intenzioni. Report giornalistici riferiscono di situazioni di anarchia e di bande di sbandati mentre le forze del Tigray massacrano civili in una continuità di abusi di una guerra segnata da stupri di gruppo, espulsioni e incarcerazioni di massa.

Lo starter della guerra

La guerra in Etiopia ha avuto inizio il 4 novembre 2020, quando le truppe di Addis Abeba, con l’appoggio delle forze eritree e delle milizie ahmara, hanno attaccato la regione del Tigray, dove si erano tenute elezioni non autorizzate dal governo centrale.