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Judo: Giappone e Russia pigliatutto a Parigi

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Di Euronews
Judo: Giappone e Russia pigliatutto a Parigi
Diritti d'autore  AP Photo/Lewis Joly

Si conclude con l'amaro in bocca per i padroni di casa il Grand Slam di judo a Parigi. Nella seconda e conclusiva giornata della competizione, a fare la parte del leone e spartirsi gli ori nelle sette categorie in gara sono a pari-merito Russia e Giappone.

Tanto, troppo, Giappone

Giappone padrone nella categoria uomini -81kg. Classe 1996, il judoka nipponico Takeshi Sasaki non ha lasciato scampo al seppur bravissimo Tato Grigalashvili. Fin dalle prime battute è stato chiaro sul tatami che il georgiano non avesse chances. Per il giapponese è la seconda vittoria di un Grand Slam, dopo quella ottenuta in Giappone in un 2018 da incorniciare: suo quell'anno, anche il Masters di Guangzhou. Sul terzo gradino del podio ancora il Giappone, con Sotaro Fujiwara, e la Mongolia con Bolor-Ochir Gereltuya.

Giapponese, la bandiera sul più alto gradino del podio anche nella categoria donne, -70kg. A farla sventolare è Saki Niizoe, che dopo l'argento proprio qui a Parigi lo scorso anno, migliora quindi se stessa e strappa il suo primo successo in un Grand Slam. A inchinarsi alla nipponica è Barbara Matic: a giugno incoronata campionessa del mondo a Budapest, la judoka croata aveva saltato il Grand Prix di Zagreb puntando tutto su questo torneo. Sul terzo gradino del podio ancora il Giappone, con Yoko Ono e i Paesi Bassi con Hilde Jager.

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Il judoka giapponese Takeshi SasakiInternational Judo Federation

Tanto, troppo Giappone, nella categoria uomini -90kg. Senza rivali anche in finale, Kenta Nagasawa si impone in scioltezza sul russo Khusen Khalmurzaev. Al suo secondo Grand Slam stagionale, dopo quello conquistato a marzo a Tashkent, il nipponico ha confermato il suo momento di grandissima forma. Il bronzo al portoghese Anri Egutidze e al georgiano Luka Maisuradze.

Dalla Russia con prepotenza: sfuma il sogno francese

Russo, a sorpresa, il successo fra le donne -78kg. Tanto più che l'exploit sul tatami porta la firma di Aleksandra Babintseva: judoka in ascesa ma ancora estranea all'Olimpo delle medaglie pesanti, che qui a Parigi porta a casa il successo finora più importante della sua carriera. Un oro pesante, anche perché conquistato contro la più quotata giapponese Rika Takayama e per di più con un bellissimo ippon. Sul terzo gradino del podio la tedesca Luise Malzahn e l'israeliana Inbar Lanir.

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La judoka russa Aleksandra BabintsevaInternational Judo Federation

Strapotere russo nella categoria uomini -100kg. Neanche un mese fa già vincitore al Grand Prix di Zagabria, a confermarsi l'uomo da battere del momento è Arman Adamian. Classe 1997, il judoka si è imposto sul quotatissimo Asley Gonzalez: cubano di nascita, ma di recente passato a gareggiare sotto i colori della Romania, l'atleta argento ai giochi di Londra del 2012, e poi campione del mondo l'anno successivo a Rio, si è dovuto arrendere a uno spettacolare ippon. Bronzo per il georgiano Onise Saneblidze e per l'olandese Simeon Catharina.

È nella categoria donne +78kg che si consuma la grande beffa ai padroni di casa. La Francia, che pure riesce a piazzare tre atlete sul podio, manca il gradino più alto. A soffiarle la medaglia che conta è l'israeliana Raz Hershko: quest'anno già oro al Grand Slam di Antalya, la judoka classe 1998 ha avuto la meglio in finale su Lea Fontaine. Dietro di lei, a conquistare il bronzo sono le sue connazionali Julia Tolofua e Coralie Hayme.

Finale amara, per i padroni di casa, anche nella categoria uomini +100kg. L'ultima speranza di finire con almeno un oro in medagliere, sfuma con Cyrille Maret: un buon inizio, che per efficacia e rapidità sorprende l'avversario, ma poi il russo Inal Tasoev riprende in mano l'incontro e regala così al suo paese la seconda piazza in medagliere, dietro al Giappone. La Francia si consola con il bronzo di Joseph Terhec, sul terzo gradino del podio insieme all'olandese Jur Spijkers.