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Attacchi del 13 novembre 2015: a Parigi comincia un processo storico

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Di Euronews
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Attacchi del 13 novembre 2015: a Parigi comincia un processo storico
Diritti d'autore  Thibault Camus/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved.
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Questo mercoledì, nell'ex Palazzo di Giustizia di Parigi, comincia il processo contro gli imputati coinvolti negli attacchi terroristici del 13 novembre 2015 nella capitale francese. In aula ci saranno undici dei venti imputati attualmente detenuti, tra cui Salah Abdeslam, l'unico membro ancora vivo del commando di terroristi.

Abdeslam è accusato di aver preso parte agli attacchi contro bar e ristoranti nel 10° e 11° arrondissement, prima di fuggire e di essere arrestato cinque mesi dopo a Bruxelles. In aula anche Mohamed Abrini, processato, come la maggior parte degli imputati, per aver svolto un ruolo logistico. Sei imputati sono ancora ricercati, alcuni di loro sono probabilmente morti negli anni successivi agli attacchi nella zona al confine tra Iraq e Siria.

Il dossier dell'inchiesta è costituito da più di un milione di pagine, raccolte in 500 volumi. 1.800 persone si sono costituite parte civile. Tra i testimoni sopravvissuti, membri delle forze di polizia e politici, tra cui l'allora presidente François Hollande, il suo ministro degli interni Bernard Cazeveneuve e l'ex procuratore della Repubblica François Molins.

Il processo sarà filmato per gli Archivi Nazionali allo stesso modo del processo al nazista Klaus Barbie, del processo sul genocidio del Ruanda e, più recentemente, del processo sugli attacchi del gennaio 2015 contro i giornalisti del giornale satirico Charlie Hebdo.

La cronologia degli attacchi

Sono da poco passate le 9 di sera del 13 novembre quando una detonazione risuona nelle vicinanze dello Stade de France, a nord di Parigi. Un attentatore suicida si è appena fatto esplodere. È l'inizio di una serie di attacchi nella capitale francese.

Nello stadio era in corso un'amichevole tra Francia e Germania, davanti a migliaia di spettatori, tra cui il presidente François Hollande. Nei minuti successivi, altri due kamikaze attivano i loro detonatori. Il bilancio è di un morto e 63 feriti.

Quasi contemporaneamente, un secondo gruppo di terroristi entra in azione nel 10° e 11° arrondissement di Parigi. Le terrazze di caffè e ristoranti sono investite da raffiche di mitra. Alle 21.25 vengono presi di mira il bar Le Carillon e il ristorante Le Petit Cambodge, all'angolo tra rue Alibert e rue Bichat.

Il massacro del Bataclan

Poco più avanti anche la terrazza del ristorante Casa Nosta subisce la stessa sorte, poi è il turno de La Belle Equipe, rue de Charonne e del comptoir Voltaire. Una cinquantina di persone scappano gridando in tutte le direzioni, molte vittime riverse l'una sull'altra.

Uno dei terroristi si fa esplodere su boulevard Voltaire. Gli altri due riescono a scappare. Nel frattempo, una terza squadra di jihadisti è arrivata al Bataclan, una delle più celebri sale da spettacolo parigine. Tre uomini con armi da guerra aprono il fuoco sul pubblico che sta assistendo al concerto del gruppo rock americano Eagles of Death Metal.

Venti minuti di incubo, seguiti da una lunga fase di stallo causata dalla presa di ostaggi. Un assalto delle forze dell'ordine vi porrà fine: l'ultimo terrorista viene ucciso poco prima di mezzanotte e mezza. Il bilancio finale della serie di attacchi è di 130 morti e più di 400 feriti. L'atto terroristico più letale nella storia della Francia.