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Profughi afghani, il timore dei turchi per l'ondata di arrivi

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Di Euronews
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Mercato a Istanbul
Mercato a Istanbul   -   Diritti d'autore  YASIN AKGUL/AFP or licensors
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Qualche volta terra di transito, più spesso luogo di soggiorno permanente, la Turchia ospita une delle numericamente più importanti popolazioni di migranti al mondo.
Un flusso legato per buona parte all'accordo raggiunto con l'Unione europea durante la crisi dei rifugiati del 2015.

Turchi versus afghani

Ma l'instabilità economica esacerbata dalla pandemia alimenta il conflitto sociale.
Ghawsuddin Mubariz è un impiegato afghano. Racconta di una tensione che cresce: "I turchi alzano il tono e dicono: 'non vogliamo stranieri, non vogliamo afgani o siriani'. Cosa dobbiamo fare? - chiede Mubariz - Non abbiamo scelta. Lei conosce la situazione in Afghanistan. I talebani hanno preso il controllo di tutto. Il nostro presidente è fuggito, purtroppo ha lasciato il Paese. Siamo bloccati nel mezzo".

Secondo un recente sondaggio di Aksoy, l'85% degli intervistati si dice "preoccupato" per l'arrivo degli afghani da quando i talebani hanno ripreso il Paese.

"Sentiamo queste emozioni negative - dice Habib Uzbek, negoziante afghano a Zeytinburnu - Quando sei in macchina o su un autobus o per strada, la gente ti indica e dice 'gli afghani sono qui'".

"Scontro per le risorse tra vulnerabili"

In Turchia gli arrivi aumentano il disagio sociale: uno scontro che abbassa il livello di tutela e mette a rischio i diritti, sia dei cittadini turchi che dei rifugiati.

Deniz Senol Sert, docente associata presso il Dipartimento di Relazioni Internazionali della Özyeğin University, fotografa una situazione difficile: "Quello che vedo è che fino a quando questa competizione per le risorse continuerà tra i vulnerabili, afgani, siriani, turchi o curdi, penso che l' odio contro l'estraneo non cesserà".

Dal canto suo, Ankara si è di recente lamentata non soltanto del fatto che gli aiuti europei – 6 miliardi di euro per l’accoglienza ai rifugiati – non siano stati erogati direttamente al governo turco, ma anche della mancata liberalizzazione dei visti per i cittadini turchi nell’area Schengen.