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In Ungheria la manifestazione degli operatori sanitari

In Ungheria la manifestazione degli operatori sanitari
Diritti d'autore AP Photo/Laszlo Balogh
Diritti d'autore AP Photo/Laszlo Balogh
Di Euronews
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"Vogliamo condizioni di lavoro più dignitose". La pandemia di coronavirus ha aggravato la già precaria situazione della sanità pubblica

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In Ungheria migliaia di operatori sanitari sono scesi in strada sabato a Budapest, insieme ai rappresentanti di alcune delle maggiori sigle sindacali, per denunciare la precaria situazione in cui versa la sanità pubblica nel Paese, aggravata dalla pandemia di coronavirus. Tra le richieste dei manifestanti ci sono la riduzione degli orari di lavoro e aumenti salariali.

"Chiediamo sicuramente incrementi salariali. In molti abbiamo ricevuto 10 giorni di ferie extra di cui siamo contenti ma che probabilmente non riusciremo a usare perché non possiamo assentarci dal lavoro", ha spiegato Kata Gornicsak, caposala. "I medici guadagnano molto bene, mentre le infermiere che danno da mangiare e vestono i pazienti, lavorando su doppi turni, incluse le notti, non sono affatto ben pagate", ha dichiarato dal canto suo Marika Bognar, infermiera.

In piazza anche il sindaco liberale di Budapest Gergely Karácsony, che insieme al suo staff si è intrattenuto a parlare con gli infermieri: "L’Ungheria spende pochissimo per il proprio sistema sanitario, quindi c'è molto da fare. Rimettere in piedi il sistema sanitario deve essere uno dei compiti più importanti della prossima amministrazione", ha affermato Karácsony che ha lanciato la sua sfida al premier Viktor Orban annunciando l'intenzione di volerlo battere alle elezioni della prossima primavera.

La pandemia ha messo in ginocchio il sistema sanitario dell'Ungheria, uno dei Paesi con il più di mortalità pro capite più alto al mondo. Lo scorso novembre un decreto del governo emesso nell'ambito dello stato di emergenza ha privato gli operatori sanitari, oberati di lavoro, del diritto di dimettersi. Un sondaggio diffuso a giugno dall'Unione sanitaria indipendente ha rilevato che quasi la metà degli operatori sanitari ha pianificato di lasciare il settore o andare in pensione appena le condizioni legali lo consentiranno.

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