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"I colori di Tobi": sullo schermo in Ungheria una storia lgbt

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Di Olivia Harangozo
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La regista tra Tobi e la madre
La regista tra Tobi e la madre   -   Diritti d'autore  Euronews
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Esce in Ungheria i Colori di Tobi, un documentario che racconta la trasformazione di una ragazza in un ragazzo, mentre imperversa la bufera per la nuova legge di Orbán che vieta i temi lgbt ai minori di 18 anni.

La regista Alexa Bakony è stata per 4 anni con questa famiglia, che si è trasformata assieme a Tobi, supportandolo nel suo percorso, non sempre per loro comprensibile.

Ho un cervello da eterossessuale stabile, non saprei come definirlo. Quindi per capire tutto questo, mi dico che mio figlio è un artista.
Éva Tuza
mamma di Tobi

La mamma di Tobi fa parte di un'associazione di genitori che sostengono il loro figli gay, trans, bisex o queer. Molti adolescenti si rivolgono all'associazione per chiedere aiuto.

Ha vissuto dei momenti drammatici. Quando Tobi aveva 16 anni le ha confessato di pensare al suicidio. Per questo teme fortemente la nuova legge.

Quando è passata la legge ho pensato che se un minorenne non può contare sui suoi genitori, chi dovrebbe chiamare? Potrebbe chiamare un insegnante? Uno psicologo della scuola? Qualcuno potrebbe aiutarlo?
Éva Tuza
mamma di Tobi

A 13 anni Tobi ha confessato ai suoi genitori che si sentiva diverso. Per la prima volta ha incontrato ragazzi come lui online.

Ho iniziato a piangere perché ho capito che esistevano altre persone come me, che non ero da solo. La mia paura è che adesso ad altri ragazzi venga impedita la stessa euforica scoperta.
Tobi Tuza
protagonista del documentario

Il documentario girerà in diversi festival europei. In Ungheria per ora è sconsigliato ai minori di 16 anni, ma una volta introdotta la legge sarà proibito agli under 18.

È la storia personale di una famiglia. È chiaro che io sono il filtro di questa storia, ma ho cercato di dare a ognuno la libertà di raccontare la cosa a modo suo.
Alexa Bakony
regista

Il film è finanziato dal Sundance Institute e dal National Film Institute Hungary.