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Gerusalemme: calma apparente, dopo gli scontri tra polizia israeliana e palestinesi

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Una bandiera di Hamas sulla cupola della Moschea di Al-Aqsa.
Una bandiera di Hamas sulla cupola della Moschea di Al-Aqsa.   -   Diritti d'autore  Mahmoud Illean/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
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Nella Spianata delle Moschee - chiamata il Monte del Tempio dagli ebrei - la tensione è tornata altissima.
Un sabato di relativa e apparente calma non nasconde la nuova escalation di violenza.

Nell'ultimo venerdì del periodo di Ramadan, gli scontri tra polizia antisommossa israeliana e manifestanti palestinesi hanno causato - secondo il quotidiano "Jerusalem Post" - 205 feriti (tra cui 17 agenti di polizia).

Il "casus belli": lo sfratto di quattro famiglie palestinesi

Uno dei confronti più duri degli ultimi anni nella Gerusalemme Est occupata, all'apice delle tensioni aumentate nelle ultime settimane, a causa delle restrizioni israeliane per l'accesso a parti della Città Vecchia durante il Ramadan (in particolare, per la chiusura della piazza davanti alla Porta di Damasco) e per la minaccia di sfratto che pende su quattro famiglie palestinesi del quartiere dii Sheikh Jarrah, per far posto ai coloni ebrei.

Nei disordini seguiti alle preghiere musulmane del venerdì, la polizia antisommossa israeliana ha sparato sulla folla, composta anche da donne e bambini, proiettili di gomma, gas lacrimogeni, cannoni a onde acustiche e granate stordenti contro i palestinesi, che lanciavano pietre, bottiglie e usando anche armi da fuoco.

Mahmoud Illean/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved
Un manifestante palestinese bloccato dalla polizia israeliana.Mahmoud Illean/Copyright 2021 The Associated Press. All rights reserved

Mentre questi incidenti hanno provocato grande apprensione nella comunità internazionale, Il leader palestinese Abu Mazen ha dichiarato di ritenere il governo israeliano "responsabile" dei disordini e ha espresso "pieno sostegno ai nostri eroi di Al-Aqsa".