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Vaccini: sindaco indagato, 'mia dose sarebbe stata buttata'

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Di ANSA
Conclusi a Bari interrogatori dei primi 27 presunti 'furbetti'
Conclusi a Bari interrogatori dei primi 27 presunti 'furbetti'

(ANSA) – BARI, 30 APR – “Non avrei fatto il vaccino se non mi
avessero chiamato. Quel giorno era avanzata una dose e gli
operatori sanitari, che avevano già cercato altre persone alle
quali somministrarla, se io non avessi accettato sarebbero stati
costretti a buttarla”. E’ quanto ribadito da Raimondo
Innamorato, sindaco pentastellato di Noicattaro, nel Barese,
uscendo dalla Procura di Bari dopo essere stato interrogato in
qualità di indagato nell’inchiesta sui presunti “furbetti” dei
vaccini. Innamorato, che aveva già spiegato la vicenda quando
scoppiò la polemica mediatica e politica sulla sua vaccinazione
“fuori elenco”, il 6 gennaio scorso, in una fase in cui le dosi
erano riservate a personale sanitario ed Rsa, ha ripetuto i
fatti oggi ai magistrati. “Era un giorno festivo – spiega il sindaco – e, nel primo
pomeriggio, sono stato contattato telefonicamente perché mi
sottoponessi al vaccino. Precisai che non rientravo nelle
categorie previste dal piano vaccinale ma, non avendo trovato
altri disponibili, accettai la dose. Non volevo passare per un
no-vax il cui rifiuto avrebbe fatto sprecare il prezioso siero”. Oltre Innamorato oggi sono state sentite 26 persone, tra
imprenditori e dipendenti di studi medici di Bari e provincia.
Ulteriori 26 indagati sono stati convocati per il 10 maggio. L’inchiesta comunque continua, delegata ai carabinieri del
Nas di Bari, per identificare tutti coloro che potrebbero aver
ricevuto il vaccino senza averne diritto. Ai primi 53 indagati
già iscritti con le ipotesi di reato di falso e truffa
aggravata, si aggiungono almeno un’altra settantina di posizioni
su cui gli investigatori stanno ultimando le verifiche. Gli
accertamenti non riguardano soltanto la Fase 1 della campagna
vaccinale ma si estendono ai mesi successivi a gennaio e,
soprattutto, ai weekend nei quali le somministrazioni sono state
aperte ai caregiver di anziani e pazienti fragili. (ANSA).

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