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Religiosi rapiti ad Haiti: tra loro anche due francesi

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Veicolo militare per le strade di Port-au-Prince, Haiti
Veicolo militare per le strade di Port-au-Prince, Haiti   -   Diritti d'autore  VALERIE BAERISWYL/AFP or licensors
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Dieci persone sono state rapite domenica ad Haiti, a Croix-des-Bouquets, comune a nord-est della capitale Port-au-Prince. Tra di loro un prete di 60 anni, Michel Briand, e una suora di 80, Agnès Bordeau, entrambi francesi. Gli altri otto sono religiosi cattolici locali e membri della famiglia di un sacerdote. I rapitori chiedono un riscatto di un milione di euro per la loro liberazione.

"Non siamo tranquilli finché non verranno liberati i nostri fratelli e sorelle. Non possiamo esserlo", spiega Paul Dossous, della Società dei sacerdoti di Saint-Jacques.

Un'inchiesta è stata aperta a Parigi per rapimento e sequestro da parte di una banda organizzata. "È incomprensibile. Con tutto quello che mio fratello ha fatto per questo Paese... e ora si trova in una tale situazione", dice il fratello del prete francese rapito.

La Chiesa cattolica haitiana ha denunciato lunedì l'inazione delle autorità locali. Il numero di rapimenti è aumentato negli ultimi mesi sull'isola caraibica, segno della crescente influenza delle bande armate. La polizia sospetta che dietro il rapimento ci sia proprio una di queste.

Oltre al problema sicurezza, Haiti sta attraversando anche una crisi politica. Jovenel Moïse è accusato di "aggrapparsi al potere". Una battaglia infuria con i suoi oppositori sulla data della fine del suo mandato: secondo il presidente, termina il 7 febbraio 2022, secondo i suoi oppositori, è già finito, invece, il 7 febbraio 2021. Questa instabilità potrebbe spiegare le falle in termini di sicurezza nel Paese dell'America Centrale.