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Luigi Di Maio incontra Anthony Blinken: perché Italia e USA vogliono avere un rapporto speciale

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Di Cecilia Cacciotto
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Blinken dà una pacca sulla spalla a Di Maio
Blinken dà una pacca sulla spalla a Di Maio   -   Diritti d'autore  Mandel Ngan/AP
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È il primo ministro degli Esteri che varca la soglia della Casa Bianca dall'insediamento della nuova amministrazione per incontrare l'omologo americano.

Luigi di Maio ha ricambiato la cortesia che lo scorso 23 marzo gli aveva fatto Anthony Blinken incontrando il responsabile della Farnesina prima di chiunque altro a margine di un incontro Nato.

Una cortesia non casuale e non solo perché quest'anno cadono i 160 anni di alleanza tra i due Paesi, ma perché l'Italia resta una presenza alleata imprescindibile nel mar Mediterraneo che torna a essere attenzionato dagli Stati Uniti.

Nella dichiarazione congiunta fatta prima del bilaterale, il segretario di Stato Blinken ha ricordato l'anniversario e Di Maio invece gli sforzi comuni in vista del G20 e dei vari impegni internazionali tra cui il G7 e la Cop 26.

A telecamere spente invece uno dei tempi più importanti in agenda è quello libico: dossier importante per entrambi.

Per l'Italia che intende riprendere la leadership delle operazioni diplomatiche sul ricco scatolone di sabbia e per gli USA che non possono più sottovalutare le manovre russe nel mare nostrum volte a allargare la sfera d'influenza russa nella zona. Nella nuova ottica statunitense, il Mediterraneo diventa il fianco sud-est dell'alleanza, fianco che deve essere rafforzato.

Martedì Luigi di MAio incontrerà anche la speaker del congresso Neancy Pelosi.