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Mezzo miliardo di euro per la tragedia siriana, l'Ue rinnova gli aiuti

Di Susan Dabbous
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Mezzo miliardo di euro per la tragedia siriana, l'Ue rinnova gli aiuti
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5,3 miliardi di euro per sostenere il futuro della Siria e dei paesi vicini. È la cifra raccolta nel corso della quinta conferenza organizzata dall'Unione europea e dalle Nazioni Unite, che raduna oltre cinquanta paesi e istituzioni finanziarie allo scopo di raccogliere donazioni per i rifugiati siriani. Bruxelles ha stanziato 560 milioni di euro: il contributo dell'Italia, ha annunciato il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, sarà di 45 milioni.

Janez Lenarcic, commissario europeo per la cooperazione internazionale, ha spiegato che 3,6 miliardi di euro saranno donati nel 2021, mentre per il 2022 e oltre e sempre in donazioni ci sono 1,7 miliardi di euro. Il commissario Ue ha poi aggiunto che "oltre alle donazioni le istituzioni finanziarie e i donatori hanno annunciato dei prestiti con regime di concessione per 5,9 miliardi di euro.

"I siriani e solo siriani hanno il dritto di decidere del futuro del loro paese - ha detto in conferenza stampa l'Alto rappresentante per la politica estera Josep Borrell -. L'avvenire della Siria non appartiene a nessuna delle fazioni e a nessuna delle potenze esterne che opera nel territorio. Spetta ai siriani iniziare i negoziati per la riconciliazione, sotto gli auspici delle Nazioni Unite. Il regime siriano deve compiere però dei passi avanti, se lo farà noi saremo pronti ad ascoltare".

Per ora la posizione formale di Bruxelles nei confronti di Bashar al-Assad non cambia, se il suo esercito continuerà a reprimere l'opposizione, le sanzioni comunitarie contro il regime verranno rinnovate alla fine di maggio.

Ma secondo molti analisti oltre alle sanzioni, l'Unione europea non riesce ad andare, perché non dispone degli strumenti adeguati per fare pressione politica. Armenak Tokmajyan, analista del Carnegie Middle East Center di Beirut, ad esempio, riconosce il "ruolo molto importante dell'Ue sul piano umanitario, soprattutto nell'assistenza ai profughi, ma sul piano politico non ha saputo fare la differenza - afferma l'esperto -. Non ha avuto la capacità di influenzare le scelte politiche degli attori in campo".

La guerra in Siria ha causato la morte di centinaia di migliaia di persone e una delle emergenze umanitarie più complesse al mondo. Sul campo si confrontano tuttora gruppi finanziati da potenze straniere. Fuggire per molti siriani, ancora oggi, è l'unica soluzione.

Journalist • Aissa BOUKANOUN