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Presentato il certificato europeo di vaccinazione: come funzionerà il Green Pass

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Al centro del certificato ci sarà un codice QR
Al centro del certificato ci sarà un codice QR   -   Diritti d'autore  Francisco Seco/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Svelata la proposta della Commissione europea per creare un certificato vaccinale che faciliterà il ritorno alla libera circolazione all'interno dell'UE durante la pandemia.

Il cosiddetto "certificato verde digitale" fornirà la prova che una persona è stata vaccinata contro il COVID-19, che ha ricevuto un risultato negativo del test o è guarito dal virus.

Sarà disponibile gratuitamente, in formato digitale o cartaceo e includerà un codice QR per garantire la sicurezza e l'autenticità del certificato.

AP Photo
Simulazione del Green Pass presentata dalla Commissione europeaAP Photo

L'esecutivo europeo afferma di lavorare per garantire che tutti i certificati possano essere verificati in tutta l'UE e sostenere gli Stati membri nella loro attuazione tecnica. Tuttavia, gli Stati membri resteranno comunque gli unici responsabili per decidere quali misure restrittive sanitarie potranno essere revocate per coloro che sono in possesso del certificato.

L'idea è di ripristinare gradualmente la libera circolazione assicurando che i requisiti di salute pubblica siano rispettati.

Didier Reynders, Commissario europeo alla giustizia durante la conferenza stampa ha affermato: "Stiamo adottando un approccio europeo per garantire ai cittadini dell'UE e alle loro famiglie di viaggiare in sicurezza e con limitazioni minime quest'estate. Il certificato verde digitale non sarà una condizione preliminare per la libera circolazione e non discriminerà nessuno in alcun modo. Un approccio comune dell'UE ci aiuterà a ripristinare gradualmente la libera circolazione all'interno dell'UE ed evitare la frammentazione. È anche un'opportunità per influenzare gli standard globali e dare l'esempio basato sui nostri valori europei, come la protezione dei dati".

Un certificato temporaneo

Il certificato dovrebbe essere pronto prima dell'estate ma avrà una naturatransitoria: verrà revocato quando l'organizzazione mondiale della sanità avrà dichiarato la fine della pandemia, sottolinea Reynders.

"Sarà molto importante riorganizzare la libera circolazione non solo per il turismo, ma anche per i lavoratori e per tanti altri tanti altri scopi. Ma alla fine della pandemia verrà revocato perché saremo pronti per tornare alla normale libertà di movimento per tutti i cittadini ".

La presidente della Commissione Europea ha anche sottolineato però che la campagna di vaccinazione dovrà continuare, in quanto la situazione epidemiologica si aggrava.

Ha inoltre minacciato quelle aziende e quei paesi che limitano le consegne e le esportazioni.

"Vogliamo consegne affidabili di vaccini, vogliamo aumentare i contratti e vogliamo vedere reciprocità e proporzionalità nelle esportazioni. Siamo pronti a utilizzare qualsiasi strumento di cui abbiamo bisogno per raggiungere questo obiettivo", ha affermato Ursula Von der Leyen.

Elementi chiave del regolamento proposto dalla Commissione

Il certificato verde digitale fornirà tre tipi di informazioni:

  • certificazione dell'avvenuta vaccinazione
  • il risultato negativo di un test (test NAAT / RT-PCR o test dell'antigene)
  • certificazione dell'avvenuta guarigione per le persone che hanno contratto il Covid.

I certificati verranno emessi in formato digitale o cartaceo. Entrambi avranno un codice QR che contiene le informazioni chiave necessarie e una firma digitale per assicurarsi che il certificato sia autentico.

I dati personali dei titolari del certificato non saranno presenti nel certificato o trattenuti dallo Stato membro che effettua la verifica.

I certificati saranno disponibili gratuitamente, nella lingua ufficiale del paese di emissionee in inglese.

Quali vaccini includerà

Gli Stati membri dovranno accettare la validità del certificato vaccinale, ma tale obbligo è limitato ai vaccini che hanno ricevuto in tutta l'UE autorizzazione all'immissione in commercio.

Tuttavia, gli Stati membri possono decidere se accettare anche altri vaccini non ancora approvati dall'EMA.

Se però uno Stato membro dovesse continuare a richiedere ai titolari di un certificato verde digitale di rispettare la quarantena o di presentare un test negativo, dovrà notificarlo alla Commissione e a tutti gli altri Stati membri per spiegarne le ragioni.

Solo informazioni essenziali

I certificati includeranno una serie limitata di informazioni come nome, cognome, data di nascita, data di rilascio, informazioni pertinenti su: vaccino / test / guarigione e un identificatore univoco del certificato. Questi dati potranno essere controllati solo per confermare e verificare l'autenticità e la validità dei certificati. Il certificato verde digitale sarà valido in tutti gli Stati membri dell'UE, nonchè proposto anche a Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

La Commissione propone un sistema di raccolta dati decentralizzato, al posto di un unico database con dati sensibili come quelli sanitari, di modo da rispettare la severa legislazione europea in materia di protezione dei dati.

A chi verrà rilasciato

Sarà rilasciato ai cittadini dell'UE e ai loro familiari,indipendentemente dalla loro nazionalità.

Dovrebbe inoltre essere rilasciato anche ai cittadini di paesi terzi che risiedono nell'UE e ai visitatori che hanno il diritto di recarsi in altri Stati membri.

La proposta dovrà ora essere adottata da parte del Parlamento europeo e del Consiglio.

Parallelamente, gli Stati membri dovranno attuare i dettagli tecnici concordati con la rete eHealth, per garantire la tempestiva attuazione dei certificati, la loro interoperabilità e il pieno rispetto e la protezione dei dati personali.

OMS e ECDC si oppongono

Tuttavia non sono tutti d'accordo con l'idea di un passaporto vaccinale. Ad inizio febbraio, l'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) ha rilasciato un documento di posizione provvisorio che dichiara la sua inequivocabile opposizione alla "prova di vaccinazione contro il Covid-19 per i viaggi internazionali, come condizione per la partenza o l'ingresso".

L'OMS ha citato una lista di considerazioni scientifiche, etiche, legali e tecnologiche per dissuadere i governi dal portare avanti l'idea.

L'agenzia mondiale ritiene che "rimangano incognite critiche riguardo all'efficacia della vaccinazione", come ad esempio l'efficacia nel limitare la trasmissione del virus, la protezione contro le infezioni asintomatiche e la durata dell'immunità.

"Data la limitata disponibilità di vaccini, la vaccinazione preferenziale dei viaggiatori potrebbe comportare una fornitura inadeguata rispetto a quelle popolazioni prioritarie considerate ad alto rischio", ha concluso l'OMS.

Andrea Ammon, direttore del Centro europeo per la prevenzione e il controllo delle malattie (ECDC), ha recentemente sollevato simili preoccupazioni.