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Un certificato per tornare a viaggiare: luci e ombre di uno strumento controverso

Un certificato per tornare a viaggiare: luci e ombre di uno strumento controverso
Diritti d'autore JOHN THYS/AFP or licensors
Diritti d'autore JOHN THYS/AFP or licensors
Di Euronews
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La Commissione europea lancerà una strategia per rilasciare dei certificati vaccinali che permetteranno di viaggiare in sicurezza. Ma restano aperte ancora molte domande circa il loro uso

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Con le giornate si allungano e si riscaldano, l'attenzione inevitabilmente si sposta verso l’estate. Ma la pandemia incombe e il ritorno alla normalità sembra lontano. Per far riprendere il turismo in sicurezza ecco che si fanno strada i certificati di vaccinazione. La Commissione europea ha affermato che lavorerà su un Coronavirus Digital Green Pass che servirà come prova che una persona è stata vaccinata, fornirà i risultai dei test per coloro che non hanno ancora potuto ottenere un vaccino, oppure dare informazioni sulle misure anti COVID19.

Ma per gli esperti restano ancora molte questioni irrisolte

"Sappiamo che i vaccini proteggono le persone da malattie gravi, ma non sappiamo, la durata dell’immunità - afferma la professoressa Melinda Mills, dell’Università di Oxford- quindi bisognerebbe vere una sorta di data di scadenza su questi certificati. E un'altra questione sono le varianti emergenti: ce ne sono molte e ci sono alcune prove preliminari che dimostrano che alcuni dei vaccini potrebbero non essere efficaci, quindi bisognerebbe pensare alla possibilità di revocare quei certificati ".

C'è anche preoccupazione per la segretezza dei dati personali.

“Chi ha accesso a questi dati? Sarà il governo o le società provate e, in caso affermativo, come lo useranno? Le persone vorranno sapere se questi dati saranno collegati ai dati fiscali, per esempio. Inoltre se ho un codice QR sul mio telefono e lo uso per entrare nel mio posto di lavoro, poi vado al pub, e poi vado in palestra potrò essere rintracciato? Verrà utilizzato per monitorare la mobilità delle persone? Le persone vorranno anche sapere se è sicuro e se potrebbe essere violato”.

Con questioni etiche e logistiche aperte, sarà difficile trovare un accordo.

La strategia sarà presentata il 17 marzo, ma ma decisione non verrà presa prima di 3 mesi.

Giusto in tempo per le vacanze estive.

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