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Covid, Oms: situazione preoccupante in Brasile. Altri 2.216 morti in 24 ore

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Di Cinzia Rizzi Agenzie:  ANSA, AP
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La sepoltura di una persona morta per Covid al cimitero di Vila Formosa a San Paolo, Brasile
La sepoltura di una persona morta per Covid al cimitero di Vila Formosa a San Paolo, Brasile   -   Diritti d'autore  AP Photo/Andre Penner
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Terzo giorno consecutivo a oltre 2.000 decessi per Covid in Brasile, dove venerdì sono stati registrati 2.216 morti e più di 85.000 nuovi casi. Dall'inizio della pandemia, il coronavirus ha fatto 275.000 decessi in Brasile e oltre 11,4 milioni di contagi.

Intanto il ministero della Salute brasiliano ha firmato un contratto per l'acquisto di 10 milioni di dosi del vaccino russo Sputnik V, nel quale è prevista la fornitura di 400.000 dosi ad aprile, 2 milioni a maggio e 7,6 milioni a giugno.

Oms preoccupata

La situazione nel Paese sudamericano - il secondo più colpito al mondo dopo gli Stati Uniti - preoccupa molto l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms). Il suo direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha avvertito che si rischia un deterioramento anche nei Paesi vicini, se non verranno prese immediatamente misure, in particolare a causa della variante cosiddetta "brasiliana", scoperta a Manaus. Una critica, non molto velata, al presidente Jair Bolsonaro, che continua a rifiutare di imporre misure restrittive alla popolazione, lasciando - di fatto - circolare il virus liberamente.

"In Brasile ci dovrebbero essere misure sociali molto serie, che dovrebbero essere prese con la partecipazione della comunità", ha detto il numero 1 dell'Oms. "E ci dovrebbero essere messaggi chiari da parte delle autorità su quale sia la situazione e quali misure dovrebbero essere prese, applicandole con la piena partecipazione del sistema sanitario e della popolazione."

Quad lancia la sfida alla Cina

Si è tenuto nel frattempo in modalità virtuale il primo vertice tra i leader del Quadrilateral Security Dialogue (Quad), il forum informale sulla sicurezza tra Stati Uniti, Australia, Giappone e India, al quale hanno preso parte i Capi di Stato. Durante la riunione, tra le altre cose, è stato stabilito che verrà fatto il possibile per sostenere economicamente l'India nella produzione di vaccini anti Covid, rompendo così il monopolio cinese in Asia.