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Armenia, il premier denuncia un tentato colpo di Stato militare

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Armenia, il premier denuncia un tentato colpo di Stato militare
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È alta la tensione in Armenia, dove il premier ha denunciato un tentato colpo di Stato militare. E ha licenziato il capo di Stato maggiore, Onik Gasparian.

Un atto quasi obbligato dopo che il vertice dell'arma aveva chiesto le dimissioni del suo governo.

Il premier Nikol Pachinian con un post du Fb, i social sono una sua passione, ha denunciato la dichiarazione dei militari, ieri aveva licenziato il generale Gasparian,che aveva chiesto le dimissioni del governo, sempre su Fb Pachinian aveva incitato i suoi a sostenerlo scendendo in piazza.

L'analisi di Stepan Grigoryan, ex ambasciatore armeno in Russia, serve d'allarme:

"Questo è un classico tentativo di un colpo di stato militare in Armenia. Se si muoveranno davvero verso un'azione, è difficile dirlo, il tempo lo dirà, comunque Nikol Pashinyan ha invitato i suoi sostenitori a scendere in piazza. Il fatto è che Nikol Pashinyan è il primo ministro eletto, quindi qualsiasi modifica al suo status, come un suo eventuale arresto, è ovviamente illegale. I cosiddetti players esterni possono svolgere un ruolo importante in questo. deterrente, alcuni dei giocatori esterni possono svolgere invece un ruolo di incoraggiamento. Quindi tutto è possibile, ma spero che non ci sarà una guerra civile".

Le prima reazione internazionale arriva dalla Turchia, il ministro degli Esteri Mevlut Cavusoglu ha dichiarato: ''Siamo assolutamente contrari a un colpo di Stato, ovunque nel mondo questo si verifichi e quindi lo condanniamo anche in Armenia; ovviamente in una democrazia i cittadini hanno il diritto di criticare il proprio governo e chiederne le dimissioni. Si tratta di processi naturali ma è inaccettabile che i militari chiedano le dimissioni di un governo".

Il premier armeno è sotto pressione e l'opposizione ne chiede le dimissioni dopo la sconfitta militare e politica di fronte all'Azerbaidjan nell'autunno del 2020 nel conflitto del Nagorno Karabakh, enclave di fatto armena, anche se amministrativamente sotto il controllo azero.

E nel pomeriggio di giovedì anche l'opposizione è scesa in piazza bloccando con le barricate viale Baghramyan, la strada centrale di Erevan, dove si trovano il parlamento e l'ufficio presidenziale. "Stiamo issando le barricate per costringere il parlamento a riunirsi per una sessione e votare la destituzione del primo ministro Nikol Pashinyan", ha detto il candidato dell'opposizione Vazgen Manukyan. "Siate pronti, staremo qui anche di notte", ha aggiunto rivolgendosi ai sostenitori.

L'anno scorso, durante l'ultimo conflitto, l'esercito aveva chiesto di accettare le condizioni della tregua per evitare la debacle militare. Il cessate il fuoco in realtà ha comportato importanti perdite territoriali.

Erevan controlla il Nagorno Karabakh grazie alla presenza dei separatisti armeni, ma nel corso dell'ultimo conflitto ha perso la città simbolo di Susa, vissuta insieme alla perdita di altre aree circostanti come un'umiliazione nazionale.