Tre mesi per salvare l'accordo sul nucleare iraniano

Rafael Grossi, direttore generale dell'AIEA
Rafael Grossi, direttore generale dell'AIEA Diritti d'autore Ronald Zak/AP
Di Euronews
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Il direttore dell'AIEA, Rafael Grossi, ha ottenuto a Teheran la parziale rimozione per tre mesi dello stop agli ispettori Onu che monitorano le centrali nucleari iraniane. Nel frattempo l'Iran si aspetta che gli Stati Uniti rimuovano le sanzioni contro il Paese

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Gli ispettori Onu potranno continuare a monitorare il programma nucleare iraniano, anche se con meno spazi di azione rispetto al passato. Lo prevede l'accordo strappato a Teheran da Rafael Grossi, direttore generale dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica (AIEA), che ha evitato la totale sospensione delle ispezioni dal 23 febbraio decisa dal Paese.

È l'ultimo atto di un tentativo di salvataggio dell'accordo sul nucleare che l'Iran ha firmato nel 2015 con i cinque membri permanenti del Consiglio di sicurezza dell'Onu (Gran Bretagna, Francia, Russia, Cina e Stati Uniti), la Germania e l'Unione europea, e messo a rischio dall'uscita unilaterale degli Stati Uniti di Donald Trump nel 2018.

"Prima di tutto è stato riconfermato che l'Iran continuerà ad attuare l'accordo sulle salvaguardie senza limitazioni", ha detto Grossi, "In secondo luogo, a seguito della legge [approvata dal parlamento iraniano], abbiamo raggiunto un'intesa tecnica bilaterale temporanea in base alla quale l'Agenzia continuerà le sue necessarie attività di verifica e monitoraggio per un periodo massimo di tre mesi".

Un trimestre che darà il tempo al nuovo presidente Joe Biden di decidere se, come e quando rientrare nell'accordo e sospendere le sanzioni imposte dal suo predecessore, che per l'Iran sono una conditio sine qua non per tornare a bloccare l'arricchimento dell'uranio nelle sue centrali.

L'espulsione degli ispettori delle Nazioni Unite è stata decisa dal parlamento iraniano a dicembre, dopo l'attentato contro lo scienziato Mohsen Fakhrizadeh, figura chiave del programma nucleare iraniano. Per il suo assassinio Teheran ha accusato Israele e Stati Uniti.

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