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Facebook punita per condizioni d'utilizzo ingannevoli

Di Alberto De Filippis
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Facebook pollice verso. Il gigante di Menlo Park, o meglio le sue controllate irlandesi, sono state punite dall'antitrust a pagare sette milioni di euro per non avere ottemperato alla diffida di rimuovere la pratica scorretta sull’utilizzo dei dati degli utenti e non hanno pubblicato la dichiarazione rettificativa richiesta.

L'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato aveva emesso un provvedimento nel novembre 2018. Nell'ordinanza l'accusa era che Facebook induceva ingannevolmente gli utenti a registrarsi sulla sua piattaforma non informandoli subito dell'attività di raccolta, con intento commerciale, dei dati da loro forniti e, più in generale, delle finalità remunerative sottese al servizio, enfatizzandone viceversa la gratuità».

Ancora una volta dunque vale il motto: se qualcosa su internet è gratis, è molto probabile che il prodotto da vendere siate voi. La condanna contraddice quello che Mark Zuckerberg ha sempre vantato l'attenzione alla privacy del social media.