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Cancro infantile, giornata mondiale nel segno di una App per le famiglie in guerra con la malattia

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Cancro infantile, giornata mondiale nel segno di una App per le famiglie in guerra con la malattia
Diritti d'autore  Asociación Galbán
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Diagnosi di cancro infantile. Un trauma molto particolare per dei genitori la cui vita si trasforma in un turbinio di ansie diagnostiche e terrore difficili da affrontare da soli e senza un accompagnamento.

Per questa ragione Paula Rodríguez, dell'Associazione Galbán, ha creato una App mirata a questo tipo di esigenze, e l'ha chiamata "Vivere con il cancro infantile". E dice:

"il cancro di una figlia o un di figlio scatenano turbinii di emozioni: paura, incertezza, rabbia, incomprensione. E oltretutto si è travolti da una valanga di dati diagnostici, cure, interventi chirurgici e trasferimenti da un ospedale all'altro".

Rodríguez ha vissuto quest'esperienza. E per questo con l'associazione Galbán, nelle Asturie, ha concepito una app utile a informare le famiglie durante tutto il processo.

Senza le doti di versatilità di una professionista sanitaria molto speciale però, tutto questo non sarebeb stato possibile, racconta Rodríguez:

"Marta Eva, un'infermiera pediatrica con capacità tecnologiche, ha pensato che tutti questi dati potessere essere concentrati in una app. L'applicazione ha un menu con 5 sezioni. L'agenda è dove appaiono le date delle analisi e degli appuntamenti medici. Un'altra: "Oggi come stai?" riguarda l'umore, il cibo, le relazioni sociali, i giochi, l'intensità del dolore del bimbo, e quali esercizi sta facendo il piccolo paziente. E attraverso l'elaborazione di tutte queste informazioni, l'app sviluppa un grafico che mostra l'evoluzione della situazione".

Il sistema ha inoltre il valore aggiunto di dare sostegno emotivo alle famiglie attraverso il processo e creare uno spirito di comunità:

"I genitori che sono in questa situazione trovano una famiglia parallela che è l'ospedale. Quindi con la parte più dura, come il ricovero, la app ha anche un'agenda per la diversione, altrettanto essenziale per un bambino con un tumore" conclude Paula Rodríguez.