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Cellulari-tumori: scoperta una correlazione, ma non è il caso di preoccuparsi

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Cellulari-tumori: scoperta una correlazione, ma non è il caso di preoccuparsi

Cellulari-tumori: scoperta una correlazione, ma non è il caso di preoccuparsi
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REUTERS/Clement Uwiringiyimana
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Una ricerca condotta dal National Toxicology Program, un gruppo di lavoro del dipartimento di salute degli Stati Uniti, ha mostrato una correlazione nei ratti maschi tra l'esposizione alle onde elettromagnetiche prodotte dai telefoni cellulari e l'insorgere di determinati tipi di tumore.

La ricerca, costata 30 milioni di dollari e durata oltre dieci anni, è stata condotta in laboratorio su un gruppo di ratti e topi. I risultati mostrano, nei ratti maschi, una percentuale più alta del solito di tumori al cuore e, in misura minore, al cervello e alla ghiandola surrenale.

Risultati da maneggiare con cautela

"Crediamo che la correlazione tra radiazioni a radiofrequenza e i tumori sia reale, almeno nei ratti maschi", ha detto John Bucher, uno degli scienziati del National Toxicology Program che hanno lavorato alla ricerca. E' ancora presto però per cominciare a preoccuparsi. Bucher infatti ha sottolineato che i ratti sono stati esposti ad una quantità di radiazioni molto superiore a quella a cui sono esposte di solito le persone quando usano un cellulare.

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Cavie esposte a livelli di radiazioni molto più alti del normale

"Il livello di esposizione alle radiazioni del nostro studio non può essere confrontato con l'esposizione che gli esseri umani sperimentano quando usano un telefono cellulare - ha detto Bucher -. Ratti e topi hanno ricevuto radiazioni in tutto il loro corpo, mentre le persone sono esposte a radiazioni in punti specifici. Inoltre i livelli di esposizione e la durata sono state maggiori di quelle a cui la maggior parte delle persone si sottopone usando dei telefoni cellulari".

Ratti e topi sono stati esposti alle radiazioni ogni giorno per nove ore lungo un periodo di almeno due anni. Inoltre, sono stati sottoposti allo stesso tipo di radiazioni emesse dai cellulari 2G e 3G, tecnologie standard quando è cominciata la ricerca ma che sono state superate. Le frequenze utilizzate dai cellulari 4G - e da quelli 5G - sono molto più alte e penetrano di meno nel corpo umano.