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Libia, accordo tra fazioni: eletti presidente e primo ministro

Di Stefania De Michele
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Libia, accordo tra fazioni: eletti presidente e primo ministro
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Se non è pacificazione, è almeno un passo avanti.
Nella Libia, stremata dal conflitto interno, le fazioni in guerra hanno eletto una sorta di Direttorio che dovrà traghettare il Paese alle elezioni del prossimo 24 dicembre.

Al Forum delle Nazioni Unite a Ginevra, 74 delegati hanno scelto un nuovo Consiglio presidenziale e il premier provvisorio, con l'obiettivo di dare equilibrio alle potenze regionali e ai diversi interessi politici ed economici nella regione.

Nel tweet della Missione di supporto dell’Onu in Libia (UNSMIL): "Il rappresentante speciale ad interim annuncia i candidati vincenti per le posizioni del Consiglio di Presidenza e del Primo Ministro per il periodo temporaneo. #LPDF".

Gli uomini della transizione libica

Mohammad Younes Menfi, diplomatico libico con base di supporto nell'est del paese, è stato scelto per guidare il Consiglio formato da altre due esponenti (Abdullah al Lafi e Musa al Kuni, originari della Tripolitania e del Fezzan).
Abdul Hamid Mohammed Dbeibeh, ingegnere, laurea in Canada, potente uomo d'affari sostenuto dalle tribù occidentali, è stato eletto primo ministro ad interim.

L'Onu saluta con favore l'accordo. Ma l'esito del processo potrebbe essere pesantemente condizionato dalla tensione tra le potenze globali e locali con interessi nel Paese.

Tensioni tra Francia e Turchia

Così il presidente francese, Emmanuel Macron: "Ora spero che si ottengano dei risultati. Risultati che siano a prova della nostra capacità di realizzare, di comporre la situazione libica, di sbarazzarsi delle truppe turche in Libia e sbarazzarsi delle migliaia di jihadisti esportati dalla Siria in Libia dalla Turchia stessa".

La replica del presidente turco, Recep Tayyip Erdoğan, è stata immediata: "Mentre Macron dice che le truppe turche dovrebbero essere allontanate dalla Libia, mostra di non aver ancora imparato. Deve passare troppo tempo perché impari. Perché la Turchia - ha aggiunto Erdoğan - non è lì per piacere. Prima di dire questo a noi, ci sono altri soldati di Paesi stranieri, soldati del Ciad, soldati del Mali da loro stessi occupato".

Libia, cosa c'è da sapere

La Libia è scossa da una lunga guerra civile, iniziata il 15 febbraio 2011.

Nell’ottobre dello stesso anno, il regime dittatoriale di Muammar Gheddafi è caduto senza però che il Paese riuscisse a realizzare una transizione democratica.

Di fronte, le milizie del GNA e quelle dell’Esercito Nazionale Libico (LNA). Il GNA di al-Sarraj è il governo ufficialmente riconosciuto dall’Onu in Libia, nato il 17 dicembre 2015 con gli accordi di Skhirat, formalmente appoggiato da Italia, Qatar e Turchia.

Le forze del LNA sono invece vicine al governo di Tobruk che controlla la Libia orientale e, a livello internazionale, sono sostenute da Egitto, Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti, Giordania, Francia e Russia.

Al momento, è in vigore un cessate il fuoco annunciato lo scorso 21 agosto da parte di al-Sarraj, a nome del governo di Tripoli, e del presidente della Camera dei Rappresentanti del governo di Tobruk, Aguila Saleh.

Le delegazioni libiche rivali, ovvero LNA e GNA, hanno poi ufficialmente siglato un accordo di cessate il fuoco permanente in tutta la Libia.