ULTIM'ORA
This content is not available in your region

Covid-19: prima città confinata, un anno dopo Wuhan ricorda

Di Gioia Salvatori
euronews_icons_loading
Wuhan confinata - 25.1.2020
Wuhan confinata - 25.1.2020   -   Diritti d'autore  AP/Chinatopix
Dimensioni di testo Aa Aa

Esattamente un anno fa, il 23 gennaio del 2020, Wuhan fu la prima città al mondo a sperimentare il confinamento per contrastare il nuovo coronavirus, diffusosi nel mondo proprio a partire dalle sue mura.

Oggi mentre il resto del globo lotta ancora contro il virus, Whuan secondo l'informazione ufficiale ne è libera. E ricorda la paura di quei giorni bui, l'incertezza di come sarebbe finita, anche le difficoltà negli approvvigionamenti. "E' stato un momento così difficile quello del confinamento. Eravamo abituati a muoverci e all'improvviso potevamo solo restare a casa senza uscire. Avevamo paura e non sapevamo come sarebbe andata".

"Sono preoccupata (il virus ritorna), è meglio che ci vacciniamo tutti. È così fastidioso, ho paura di essere infettata", dicono due passanti.

In Cina poco più di 4600 decessi dall'inizio della pandemia

Mentre nel mondo si contano oltre 96 milioni di contagiati e oltre 2 milioni di morti per covid-19, la Cina lamenta poco più di 4600 decessi dall'inizio della pandemia e questo sabato appena 107 nuovi casi. Numeri che solo negli ultimi giorni sono stati aggiornati per il ritorno del virus anche del celeste impero dove, stando alle autorità locali, non c'è stato nemmeno un morto per ben 8 mesi, fino alla scorsa settimana.

Solo nelle ultime due settimane le autorità cinesi hanno iniziato a comunicare nuovi casi di contagio e un nuovo decesso. Nella zona dell'Hebei, alle porte di Pechino, 20 milioni di persone sono state confinate poi altre provincie a macchia di leopardo hanno conosciuto una recrudescenza, ma sempre con numeri ufficiali irrisori rispetto agli altri Paesi del mondo. Tuttavia sono partite campagne di test e sono state rafforzate le precauzioni.

I nuovi casi sono stati dichiarati proprio mentre la delegazione dell'OMS atterrava a Wuhan per indagare sulle origini e la gestione della pandemia. Tanti i lati ancora oscuri, tra le certezze vi è quella che chi in Cina ha denunciato l'insabbiamento delle notizie e l'aggressività del virus, ha conosciuto le catene della repressione di Stato.