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Siria: profughi vittime del maltempo, i campi un inferno di fango

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Di Gioia Salvatori
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Il campo di Kafr Lusin in Siria
Il campo di Kafr Lusin in Siria   -   Diritti d'autore  AAREF WATAD/AFP or licensors
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La guerra, la fuga, la vita nei campi ed ora anche il maltempo. Il campo di Kafr Arrouq-Al Ami come altri campi profughi nel nord ovest della Siria, migliaia di siriani vivono nell'incubo del maltempo che da giorni affligge la zona: inondati e devastati i loro ripari, i campi un'immensa distesa marrone di fango ed acqua.

Un bambino di sei anni sarebbe morto

Secondo Save the Children, un bambino di sei anni avrebbe perso la vita. Abu Mahmoud, capo del campo Kafr Arrouq-Al Amin racconta di un incubo: "Stiamo soffrendo una situazione tragica a causa di questa tempesta. La maggior parte delle tende è volata via e l'acqua è entrata in alcune. È una situazione davvero tragica. Inoltre le strade sono chiuse a causa del maltempo".

Migliaia di tende distrutte e 41mila persone colpite

Lunedì è stata la giornata più nera, oltre 41mila persone sono state colpite; a nord di Idlib, ad ovest di Aleppo, i maggiori danni. Alcuni profughi sono scappati in scuole e moschee, altri hanno dormito all'addiaccio, sottozero, col vento forte che soffiava. Tutto dopo dieci anni di guerra a in piena pandemia.

Alcuni campi sono pressoché irraggiungibili a causa del maltempo. Ad aggravare il contesto la forte inflazione, con la moneta siriana al ribasso gli approvvigionamenti diventano sempre più difficili anche dal punto di vista economico.

Complessivamente sono circa un milione e mezzo i profughi che vivono nei campi siriani, sfollati nel loro Paese, scappati in larga misura alle bombe del regime.