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In Estonia una leadership al femminile. Nominata la prima premier donna

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Estonia first woman premier
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A Tallin è l’ora di una leadership al femminile. In Estonia Kaja Kallas e' stata nominata primo ministro, se riceverà la conferma del parlamento, diventerebbe la prima capo del governo donna nel paese baltico.

La 43enne, a capo del partito riformista, pro Unione europea, e figlia dell'ex premier, andrebbe a sostituire Juri Ratas, fresco di dimissioni dopo la bufera per sospetta corruzione che ha travolto il suo gruppo politico.

Per la Kallas la giustizia deve fare luce su quanto accaduto il prima possibile. "Chiunque sia coinvolto in questo scandalo, ha sottolineato, deve pagare le conseguenze. Al momento quello che vediamo è che Juri Ratas si è fatto da parte. Siamo in una fase di emergenza per la pandemia e abbiamo bisogno di un governo attivo che possa prendere decisioni. Il Partito riformista sta facendo sforzi per formare un nuovo governo funzionante, ha aggiunto la Kallas. “Il governo è caduto, ma purtroppo esiste ancora la coalizione”, di cui fanno parte, oltre al Partito di Centro e il Partito popolare conservatore Ekre, anche il partito di ispirazione cristiano democratica Patria (Isamaa).

Una leadership al femminile e uno scandalo per corruzione

Il premier dimissionario ha comunque negato di aver commesso illeciti, nonostante si sia assunto la responsabilità politica di quanto accaduto, sottolineando che il sospetto espresso dall’ufficio del pubblico ministero non significa che qualcuno sia sicuramente colpevole, ma getterà inevitabilmente un’ombra su tutte le persone coinvolte.

Le dimissioni di Ratas sarebbero un “atto di responsabilità”, ha spiegato il premier stesso, per aiutare a fare chiarezza sul caso che vede al momento indagati Kersti Kracht, consigliere del ministro delle finanze Martin Helme (Ekre), il segretario generale del Partito di Centro Mihhail Korb, che si è dimesso ieri, e l’uomo d’affari Hillar Teder.

La vicenda ha coinvolto anche un importante funzionario del Partito di Centro di Ratas, che in Unione europea fa parte del gruppo liberale "Renew Europe". Il sospetto è di aver accettato una donazione privata per il partito in cambio di un favore politico. Sarebbe stato infatti concesso un prestito statale di 39 milioni di euro all’immobiliare Porto Franco che opera nel distretto portuale di Tallin.