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Guide turistiche 4.0, il nuovo modo di viaggiare al tempo del Covid

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Di Debora Gandini  & Kate Brady
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Guide turistiche 4.0, il nuovo modo di viaggiare al tempo del Covid
Diritti d'autore  Jeremy Minsberg - The Berlin expert
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Mentre questo 2020 sta per finire, molte persone stanno pianificando viaggi per il prossimo anno, sperando in tempi migliori. Tra restrizioni dovute al Covid-19 e la crisi economica, il settore del turismo si sta ingegnando su come far fronte a questo periodo.

A Berlino, Jeremy Minsberg, una guida turistica, ha deciso di portare la capitale tedesca direttamente nelle case dei turisti. Ci spiega, che fa questo lavora da 20 anni. E ora i tour sono tutti virtuali. Una videocamera, uno smartphone, un collegamento internet, e il gioco è fatto. Tutto in questa pandemia è diventato 4.0. “Lo scorso marzo, quando è arrivato il virus, tutti hanno smesso di viaggiare. Così io ho pensato che se le persone non possono venire a Berlino, io posso portare questa città da loro.

Turismo 4.0 per ripartire e rilanciare l'economia

Basta una videochiamata, e gli utenti da tutto il mondo possono godere della bellezza della capitale tedesca, in un tour personalizzato di due ore. Si va dalla scoperta dei monumenti storici fino ai quartieri più alla moda. Sembra di essere davvero sul posto, con gli spettatori che possono anche fare domande e interagire.

Le cifre, tuttavia, sono ancora poco confortanti. L'industria del turismo in Germania ha registrato una perdita di oltre 46 miliardi di euro solo tra marzo e agosto di quest'anno. E Berlino è stata la città tedesca che, più di tutte, ha risentito della pandemia.

"A causa del Covid, si è pesa la sensazione dell’avventura. Le mie guide virtuali possono servire alle persone per allontanarsi da casa e viaggiare con la testa.”
Jeremy Minsberg
Guida turistica

I tour virtuali non portano turisti negli hotel e nei ristoranti, ma possono comunque portare un po’ di respiro, in questo periodo così difficile. Secondo Jeremy Minsberg, le persone sono bloccate a casa e molte non hanno idea di dove voler andare. "Si è persa quella sensazione dell’avventura. Per cercare di reagire a questo stato d’animo. Sto cercando di aiutare le persone a rimanere vicine. Anche se distanti. Questo dà loro qualcosa da fare e un modo per allontanarsi da casa e viaggiare con la testa.”

Queste visite 4.0 sono particolarmente apprezzate in Australia e in Nuova Zelanda, dove ci sono gruppi anche 20 e 30 persone che partecipano contemporaneamente. Al di là della pandemia, Jeremy spera che i suoi tour possano anche aprire a un nuovo concetto di turismo. E dare ad esempio alle persone che non possono viaggiare a causa di disabilità, o altro, la possibilità di non sentirsi isolati. Ecco perché il mondo virtuale può davvero essere una soluzione, temporanea o meno, per le aspiranti guide turistiche.