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Russia, Covid: passaggio auto per i medici in visita domiciliare

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Russia, sistema sanitario sotto pressione
Russia, sistema sanitario sotto pressione   -   Diritti d'autore  NATALIA KOLESNIKOVA/AFP or licensors
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A dicembre, la regione di Irkutsk in Russia, nella Siberia meridionale, segnala circa 270 casi di coronavirus ogni 24 ore. Un'escalation che mette sotto pressione il sistema sanitario dentro e fuori le mura degli ospedali, dove i medici non riuscivano a garantire le visite a domicilio.

Dice Vera Klyueva, a capo del reparto di medicina interna di uno degli ospedali di Irkutsk: "Abbiamo iniziato a soffocare, con i nostri dottori che fanno 20-25 visite a domicilio al giorno. Stavano per non farcela, sino a che non sono arrivati ad aiutarci i volontari. La cosa sorprendente è che quelli che sono accorsi sono persone impegnate, che hanno un'attività commerciale, che guidano auto costose, che escono dal lavoro per venire ad accompagnarci in macchina alle visite".

Vadim Kostenko, 37 anni, è l'imprenditore che ha ideato l'iniziativa, alla luce del carente parco auto degli ospedali.

Grazie all'accompagnamento dei volontari - più di 500 per circa 10.000 visite a domicilio, i medici sono riusciti a visitare il 70% dei pazienti in più, sulla base di un programma concordato con le autorità sanitarie locali.

Vitaly Tsvetkov, autista volontario, spiega he l'iniziativa ha colmato solo parzialmente un vuoto politico: "I medici sono grati, naturalmente, e felici di ricevere aiuto - dice - Ne hanno bisogno, perché lavorano a questo ritmo già da molto tempo. Il sostegno è arrivato al momento giusto, sebbene sia importante dire quanto a lungo sia stato atteso. Credo che questo sia un buon motivo per chi ha il potere di ripensare le cose. Qualcosa deve cambiare. I medici hanno bisogno di aiuto".

A dicembre, il progetto "Aiutiamo i medici insieme" è cresciuto fino a coinvolgere più di 3.000 volontari in 10 regioni russe, che mettono a disposizionenon solo passaggi auto, ma anche cibo e tè caldo.

La Russia ha riportato quasi 2,5 milioni e mezzo di casi confermati di coronavirus - quarto Paese al mondo per diffusione del contagio - e oltre 43.500 morti.

Le autorità del Paese hanno evitato di imporre un secondo blocco o la chiusura generalizzata delle imprese anche quando le nuove infezioni sono aumentate, raggiungendo picchi da record quasi ogni giorno.