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Schengen ha troppe falle, per Macron è giunto il momento di riformarlo

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5 novembre 2020: Emmanuel Macron arriva al centro di cooperazione doganale franco-ispanica di Le Perthus, Francia
5 novembre 2020: Emmanuel Macron arriva al centro di cooperazione doganale franco-ispanica di Le Perthus, Francia   -   Diritti d'autore  Guillaume Horcajuelo/Copyright 2020 The Associated Press. All rights reserved
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Rivedere il trattato di Schengen che permette la libera circolazione delle persone nella maggior parte dei paesi dell’Unione europea. L’Europa ci riprova e rilancia un vecchio dibattito aperto ormai da dieci anni ma rimasto ancora irrisolto. Ma con le minacce del terrorismo e dell’immigrazione irregolare sempre più pressanti, paesi come la Francia non vogliono più attendere. Secondo l'esperto di migrazione dell'istituto francese Res Publica, Yves Pascouau: "In questi anni, il trattato di Schengen è già stato più volte rivisto alla luce delle nuove esigenze soprattutto di difesa dei confini esterni."

La riforma più importante ha visto la creazione del corpo permanente di guardie di frontiera e costiere che può contare su un numero considerevole di 10.000 personale altamente addestrato.

Gli Stati membri hanno poi fatto importanti passi avanti nella condivisione delle banche dati telematiche. Secondo gli esperti basterebbe applicare di più le nuove regole già esistenti senza bisogno di ambire ad una riforma dell’intero trattato di Schengen.

"Attualmente - riprende Pascouau - l’unico argomento che vede tutti gli Stati membri d’accordo è la difesa e il rafforzamento dei controlli delle frontiere esterne dell’area Schengen per prevenire l’ingresso agli irregolari. Sul diritto d’asilo invece, oltre ad una vaga condivisione di principio, tutti gli stati membri stanno cercando di rendere le procedure più difficili allo scopo di limitarlo”.

Il presidente francese, Emmanuel Macron, intende proporre la riforma del trattato di Schengen al vertice europeo di dicembre. Il sistema attuale per Macron è pieno di falle: “Dobbiamo proteggere meglio i nostri confini esterni - ha detto il presidente francese martedì scorso - se vogliamo mantenere aperti i nostri confini all’interno dell’Unione europea”.

La riforma della politica in materia d'asilo e migrazione e lotta al terrorismo, verranno discussi dai ministri dell’Interno dei Ventisette nel mini-summit di venerdì prossimo.