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I Paesi Ue hanno rilasciato un numero record di 3,9 milioni di permessi di soggiorno nel 2025

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Di Frances Lopez & Video by Maud Zaba
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Nel 2025 i Paesi dell'Ue hanno rilasciato un numero record di permessi di soggiorno, in aumento del 10% su base annua, trainato soprattutto da lavoro e ricongiungimenti familiari

La migrazione continua a essere uno dei temi politici più controversi in Europa. Eppure lo scorso anno i Paesi dell'Ue hanno rilasciato più primi permessi di soggiorno a cittadini di Paesi non Ue che in qualsiasi altro anno da quando, nel 2008, sono iniziate le rilevazioni.

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Secondo Eurostat, nell'Ue nel 2025 sono stati rilasciati circa 3,9 milioni di primi permessi di soggiorno, il 10,1% in più rispetto al 2024, pari a 355.350 permessi aggiuntivi.

Tra i nuovi permessi concessi nel 2025, quelli per motivi di lavoro sono stati la categoria principale, con il 33,6% del totale, in aumento del 16,1% su base annua. Seguono i permessi per ricongiungimento familiare, cresciuti del 14,1% fino a raggiungere il 28,1%, mentre quelli per motivi di studio sono aumentati del 9% arrivando al 15,5%.

Solo una categoria è diminuita: i permessi per altri motivi, compresa la protezione internazionale, sono calati dello 0,9%.

In Spagna il ricongiungimento familiare la principale motivazione dietro ai nuovi permessi di soggiorno

La Spagna è stato il Paese con il maggior numero di primi permessi di soggiorno nel 2025, con 635.438 documenti rilasciati, pari a circa il 16,5% del totale dell'Ue. Le sue cifre sono state trainate soprattutto dal ricongiungimento familiare, più che da nuovi flussi di migrazione per lavoro.

Il Paese ha rilasciato 275.869 permessi legati alla famiglia, più di qualsiasi altro Stato membro. Questa categoria rappresenta il 43,4% di tutti i permessi concessi in Spagna.

I cittadini marocchini sono stati il gruppo più numeroso a ricevere permessi per ricongiungimento familiare a livello Ue e oltre la metà di questi, il 51,7%, sono stati rilasciati in Spagna.

La Spagna è stata anche la destinazione più scelta dai cittadini marocchini nel complesso (43,8%). Un dato che riflette comunità migranti radicate da tempo, oltre a legami storici e linguistici che attirano nel Paese anche un alto numero di venezuelani, colombiani e peruviani.

I permessi per motivi di lavoro sono stati la seconda categoria per dimensione in Spagna, con circa 115.040 documenti, il terzo valore più elevato nell'Ue dopo Polonia e Portogallo. Seguono i permessi per motivi di studio, con 105.419 titoli rilasciati a studenti internazionali, ancora una volta il terzo dato più alto nel blocco, dopo Francia e Germania.

Un numero ristretto di Paesi Ue ha rilasciato la grande maggioranza dei nuovi permessi. Dopo la Spagna, i principali emittenti sono stati Germania (605.292, pari al 15,7%), Polonia (467.314, 12,1%), Italia (433.099, 11,2%) e Francia (377.462, 9,8%).

Insieme, questi cinque Paesi hanno rappresentato quasi due terzi di tutti i primi permessi di soggiorno rilasciati nell'Ue lo scorso anno.

Malta ha registrato di gran lunga il numero più alto di permessi in rapporto alla popolazione, con 57 ogni 1.000 abitanti, seguita da Cipro (47) e Portogallo (27), a fronte di una media Ue di appena 9.

All'estremità opposta, Slovacchia, Cechia, Romania, Estonia e Bulgaria hanno rilasciato soltanto 4 permessi ogni 1.000 residenti, i rapporti più bassi del blocco.

Non in tutti i Paesi i numeri sono aumentati. La Croazia ha registrato il calo più marcato, meno 43,3% rispetto al 2024, seguita dalla Grecia, in diminuzione del 20,6%, e dall'Austria, con un -15,5%.

Al contrario, il Portogallo ha registrato l'aumento più forte tra i Paesi Ue: i permessi sono più che raddoppiati, con un +154,9%, anche se il totale di 310.639 rimane ben al di sotto di quello spagnolo.

Nel resto dell'Ue, il principale motivo di rilascio dei permessi varia sensibilmente da Paese a Paese. Polonia e Portogallo sono quelli che hanno concesso più permessi per motivi di lavoro, rispettivamente 318.186 e 240.523, trainati soprattutto da lavoratori ucraini, bielorussi e brasiliani.

La Germania è il Paese che ha rilasciato più permessi ai cittadini indiani, in gran parte per lavoro e studio, mentre Francia e Germania guidano la classifica UE per i permessi legati all'istruzione, con rispettivamente 118.404 e 112.500 titoli.

Gli ucraini in cima alla lista per nazionalità, concentrati in Polonia

Per nazionalità, gli ucraini hanno ricevuto più primi permessi di soggiorno di qualsiasi altro gruppo nell'Ue: in totale 335.096, pari all'8,7% di tutti i permessi rilasciati.

La grande maggioranza è stata concessa in un solo Paese. La Polonia ha rilasciato il 72% di tutti i permessi destinati ai cittadini ucraini e l'87% di quelli per i cittadini bielorussi, in prevalenza per motivi di lavoro.

Ucraini e brasiliani sono infatti le due nazionalità che hanno ottenuto il maggior numero di permessi per lavoro nell'Ue. Entrambi i gruppi risultano inoltre fortemente concentrati in un'unica destinazione. Circa l'86,3% di tutti i permessi di lavoro per gli ucraini è stato rilasciato dalla Polonia, mentre il 90,3% di quelli per i brasiliani dal Portogallo.

I cittadini dell'India (227.577) e del Marocco (202.054) completano la top tre delle nazionalità più rappresentate a livello Ue.

Tra le altre principali nazionalità presenti nell'Ue, Siria e Bielorussia sono le uniche ad aver registrato un calo rispetto al 2024, con diminuzioni del 42,1% e del 15,5% rispettivamente, mentre i permessi per i cittadini colombiani sono aumentati del 43,4%, l'incremento più forte tra le grandi nazionalità.

Alla fine del 2025 nell'Ue erano in vigore complessivamente 27,8 milioni di permessi di soggiorno, il livello più alto mai registrato. A differenza di quanto accade per i nuovi rilasci, il ricongiungimento familiare, e non il lavoro, è il principale motivo per cui le persone detengono un permesso valido.

I cittadini marocchini detengono il numero più alto di permessi validi, 2,2 milioni, seguiti dai cittadini turchi con due milioni e dagli ucraini con 1,7 milioni.

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