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Prodotti alimentari sotto tutela: via libera all'accordo anti contraffazione

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Di Stefania De Michele
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Accordo commerciale anti contraffazione
Accordo commerciale anti contraffazione   -   Diritti d'autore  AP Photo
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Un patto di mutuo rispetto contro i 'tarocchi alimentari'. Mercoledì l'Europarlamento ha approvato l'accordo tra l'Unione europea e la Cina per proteggere dalla contraffazione 200 specialità alimentari, sia europee che cinesi.

L'assemblea ha recepito il provvedimento - siglato nel settembre scorso - con 645 voti favorevoli, 22 contrari e 18 astensioni.

"I nostri prodotti, molto conosciuti e molto apprezzati, che hanno un'indicazione geografica - parliamo di champagne, parliamo di whisky irlandese o di formaggi, di olio d'oliva - tutti questi prodotti saranno protetti sul mercato cinese", ha spiegato il relatore Iuliu Winkler (PPE).

Nel paniere europeo figurano 100 prodotti con Indicazione Geografica (IG), che saranno tutelati dalle imitazioni e dall'uso improprio del loro nome. 26 sono italiani. Tra questi, l'aceto balsamico di Modena, il prosciutto di Parma e il San Daniele, la mozzarella di bufala campana e il parmigiano reggiano, oltre a numerosi vini e formaggi.

Ma l'elenco degli alimenti sotto tutela è lungo: dal Cava allo Champagne, dall'Irish Whisky al Porto, sino alla Feta e al Queso Manchego.
Sul fronte cinese protezione accordata a specialità come lo zenzero Anqiu, il tè bianco Anji, il riso Panjin.

Gli europarlamentari hanno anche accettato di estendere l'accordo ad altri 175 prodotti europei e cinesi entro quattro anni dall'entrata in vigore dell'accordo.
Dopo il consenso del Parlamento, il Consiglio deve adottare l'accordo affinché possa entrare in vigore all'inizio del 2021.

Nel 2019, la Cina è stata la terza destinazione per le esportazioni europee di prodotti IG, tra cui vini, bevande alcoliche e prodotti agroalimentari, per un volume di 14 miliardi e mezzo di euro. Nel testo della risoluzione si afferma anche che, nel 2018 e nel 2019, l'80% dei sequestri europei di merci contraffatte e usurpative ha avuto origine in Cina, causando perdite pari a 60 miliardi di euro per i fornitori Ue.