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State of the Union: c'è aria di confinamento in Europa

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State of the Union: c'è aria di confinamento in Europa
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Ciò che gli esperti avevano previsto da mesi sembra ormai una realtà in Europa.

La seconda ondata di Coronavirus è gia arrivata e sta attraversando il continente velocemente.

Il numero di infezioni giornaliere ha raggiunto livelli mai visti dal culmine della crisi della scorsa primavera e negli ospedali cresce il numero dei pazienti in terapia intensiva.

Questa settimana i leader europei hanno messo il freno di emergenza e approvato misure più severe, avvertendo che potrebbero essere seguite da misure ancora più restrittive.

In Olanda il primo ministro Mark Rutte ha adottato un confinamento parziale, mentre in Francia Macron ha affermato che l'obiettivo è quello di " ridurre i contatti privati, che sono quelli più pericolosi".

Anche la cancelliera tedesca ha ammesso che "in questa fase decisiva e critica dell'autunno, è molto, molto importante che tutti continuino a lavorare in maniera coordinata".

Il Belgio, uno dei paesi maggiormente colpiti in termini di relazione tra popolazione e contagiati, ha deciso di chiudere bar e caffè e si prepara a una stretta ancora più dura.

Finora i leader europei si sono mossi in punta dei piedi per evitare un confinamento generale che nessuno vuole davvero ripristinare, date le gravi conseguenze economiche che derivano.

La pandemia, però, continua a pesare sulla vita politica, a far saltare numerosi eventi pubblici e a mettere in confinamento personalità del mondo politico.

Prima è stato il turno del Presidente del Parlamento europeo, David Sassoli, che a seguito di un caso positivo si è messo in auto-isolamento per una settimana. Poi è toccato anche alla Presidente della Commissione europea, Ursula Von der Leyen, che ha dovuto abbandonare il vertice europeo proprio poco dopo il suo inizio in seguito alla notizia di un caso positivo nel suo staff.

Sembra proprio che la vita dei politici d'ora in poi sarà scandita dai tamponi. La pandemia ha anche accantonato per il momento il desiderio di Macron di far riprendere le sessioni plenarie del Parlamento europeo a Strasburgo. Fino a pochi giorni fa il Parlamento europeo aveva confermato che la sessione di ottobre si sarebbe tenuta nella cittadina francese, ma ha dovuto fare marcia indietro visto l'aumento dei casi nella regione.

Il tutto mentre la Commissione europea tenta di scongiurare un approccio frammentato come quello che è stato adottato a marzo, dove la chiusura unilaterale delle frontiere ha generato disagi e tensioni.

La speranza è che questa volta l'UE sia più preparata a gestire la situazione.