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L'uomo che lotta per i diritti delle donne. Intervista al ginecologo congolese Mukwege

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L'uomo che lotta per i diritti delle donne. Intervista al ginecologo congolese Mukwege
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Il dottor Denis Mukwege è un ginecologo che da oltre 20 anni aiuta le vittime di violenza sessuale nella Repubblica Democratica del Congo. Il suo lavoro di medico e attivista per i diritti umani è stato insignito del Premio Sakharov nel 2014 e del Nobel per la pace nel 2018. Grazie Dr. Mukwege per essere insiema a noi da Bukavu, capoluogo della provincia del Kivu meridionale nella repubblica emocratica del Congo.

Isabel Da Silva, Euronews: Qual è stato l'impatto della pandemia di Covid 19 sul lavoro dell'ospedale e della Fondazione Panzi nel fornire servizi medici e sociali alle donne vittime di violenza sessuale?

Denis Mukwege: L'ospedale non fornisce solo cure mediche alle vittime di violenza sessuale, ma un supporto che chiamiamo olistico che comprende quattro pilastri: un pilastro medico, un pilastro psicologico, un pilastro legale e un pilastro socio-economico. Ed è proprio questo pilastro che ha sofferto molto durante la pandemia, da quando c'è stato un rallentamento delle attività economiche. Tutte queste donne che vivevano grazie a una piccola attività che generava reddito, oggi le vediamo tornare a chiederci nuovo sostegno per poter riavviare la loro attività. Quando le donne non sono autosufficienti economicamente, quando sono molto povere, diventano anche più vulnerabili alla violenza sessuale.

Isabel Da Silva, Euronews: Siccome c'è meno mobilità a causa della pandemia, ha notato cambiamenti in termini di casi che arrivano in ospedale?

Denis Mukwege: Abbiamo visto un aumento degli stupri di bambini in ospedale. E questo può essere spiegato dal fatto che i bambini, per il momento non vanno a scuola - e che i genitori sono piuttosto preoccupati di poter riuscire ad accudirli e nutrirli - che i bambini siano abbandonati a se stessi e siano più vulnerabili allo stupro. È vero che il numero di bambini trattati durante questo periodo di pandemia è stato maggiore del solito.

Isabel Da Silva, Euronews: Lei lavora contro l'impunità dei crimini di stupro come arma di guerra. Perché sti sostenendo la creazione di un tribunale internazionale?

Denis Mukwege: C'è stato lo stupro di centinaia di donne che sono state violentate in una notte, è stato uno stupro sistematico. Abbiamo anche visto molti bambini, neonati, anziani, persino uomini che sono stati violentati. Oggi gli autori di questi crimini sono noti e rimangono impuniti. Questi autori sono cittadini nazionali e stranieri. Al momento di cui vi parlo, esistono gruppi armati stranieri che continuano a commettere crimini nella RDC. Abbiamo provato di tutto, abbiamo provato le armi, abbiamo provato i negoziati, abbiamo provato gli accordi di pace, ma nulla ha funzionato. Credo che l'unico elemento che non è stato utilizzato sia la giustizia. Un tribunale internazionale per il Congo può forse occuparsi del "pesce grosso" ma è anche necessario disporre di camere specializzate miste, in tutta la Repubblica. E l'obiettivo per noi è che non solo le persone abbiano bisogno di conoscere la realtà, ma che siano in grado di dire "mai più".

Isabel Da Silva, Euronews: Come funziona il "Global Survivors Fund" che Lei ha creato un anno fa per finanziare progetti per i sopravvissuti alla violenza sessuale?

Denis Mukwege: È per la cura delle vittime di violenza sessuale, soprattutto dal punto di vista medico e psicosociale, abbiamo il sostegno dell'Unione europea. L'obiettivo di questo Fondo globale è quello di poter sostenere progetti di riparazione nelle vari nazioni, perché riteniamo che se le donne hanno il coraggio di andare in tribunale, per sporgere denuncia, non dovrebbero. in seguito venire scoraggiate visto che dopo non c'è nessuna riparazione. Penso che, quando le donne hanno avuto il coraggio di superare la loro sofferenza e di sporgere denuncia, sia nostro dovere e dovere dell'umanità poterle aiutare ad andare fino in fondo. Andare fino in fondo le aiuta a guarire. Questa guarigione non può essere fatta senza giustizia e senza riparazione.

Isabel Da Silva, Euronews: L'Unione Europea e l'Unione Africana intendono avviare un nuovo partenariato nel 2021. Quali dovrebbero essere le priorità di intervento nei paesi più colpiti da conflitti e crisi umanitarie come il Congo?

Denis Mukwege: La cooperazione allo sviluppo per questioni di interesse politico comune tra Europa e Africa, la cooperazione più ampia sulle questioni migratorie, sui cambiamenti climatici, su pace e sicurezza, questi sono gli obiettivi. Penso che il problema più grande oggi sia l'implementazione, è la strategia di implementazione che ne risente. Quando non si lavora per la pace e la sicurezza in Africa cosa succede? I giovani non hanno più speranza, tendono piuttosto a intraprendere la strada della migrazione con tutte le conseguenze che conosciamo. Non ultima , una fuga di cervelli africano enorme, E a livello europeo la migrazione porta a un aumento degli estremisti, il che non è un bene. E in mezzo c'è tutto quello che accade nel Mediterraneo dove muiono tanti giovani africani. QUalcosa che grida vendetta di fronte all'umanità.

Isabel Da Silva, Euronews: La gente la chiama Doctor Miracle, ma continua a ricevere minacce a causa del tuo lavoro. Qual è la Sua vita di ogni giorno?

Denis Mukwege: Spero di p oter continuare a fare il mio lavoro di sostegno alle donne, ma il futuro lo vedo molto di più senza stupri. Per me porre fine alla violenza contro le donne sarebbe il culmine del mio lavoro. Spero un giorno di vedere le donne congolesi poter andare a coltivare, a prendere acqua o legna da ardere e tornare indietro senza paura di essere violentate.