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Libano: si è dimesso l'intero governo. Ma ai manifestanti non basta

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I manifestanti festeggiano l'annuncio delle dimissioni del governo, Beirut
I manifestanti festeggiano l'annuncio delle dimissioni del governo, Beirut   -   Diritti d'autore  AP Photo/Hassan Ammar
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Il governo di Hassan Diab fa ormai parte del passato in Libano. Lo ha annunciato il premier uscente, cedendo alle forti pressioni della piazza, nel bel mezzo di un'emergenza umanitaria, sanitaria ed economica.

Le dimissioni in blocco sono arrivate dopo 10 mesi di protesta popolare contro la classe dirigente, riaccesa con più vigore in seguito all'esplosione che ha scosso Beirut martedì scorso, seminando morte e distruzione nella capitale.

Ma queste dimissioni non bastano al popolo libanese: "Il governo che si dimette non ci basta, perché vogliamo che i responsabili dell'esplosione e di tutto quello che è successo da 30 anni a questa parte siano ritenuti responsabili", dice una giovane. "Solo allora saremo soddisfatti".

La devastante esplosione causata da nitrato di ammonio al porto di Beirut ha causato oltre 200 morti e circa 7.000 feriti. Negli ultimi giorni centinaia di manifestanti anti-governativi sono scesi nelle strade della capitale libanese, per protestare contro coloro ai quali attribuiscono la responsabilità della tragedia. Le proteste si sono trasformate in scontri violenti - anche dopo le dimissioni dell'esecutivo - con i manifestanti che hanno lanciato pietre e petardi contro la polizia, che ha risposto con gas lacrimogeni.

Per gli economisti la ricostruzione di Beirut spazzerà via il 25% del Pil nazionale. Secondo stime delle Nazioni Unite ci vorranno almeno 117 milioni di dollari subito, per rimettere in sesto ospedali, infrastrutture ed edifici distrutti.