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Beirut: il momento dell'esplosione catturato nel video di un matrimonio. Parla il videomaker

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Beirut: il momento dell'esplosione catturato nel video di un matrimonio. Parla il videomaker
Diritti d'autore  AFP
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Avrebbe dovuto essere il giorno più bello della vita di questa giovane sposa libanese, che si stava facendo filmare a Beirut, proprio qualche istante prima dell'esplosione.

Il filmato del videografo Mahmoud Nakib - diventato virale in rete e che potete vedere cliccando il video QUI SOPRA - mostra l'impatto della deflagrazione su Beirut, nell'esatto momento in cui la vita in Libano si è fermata.

Nelle immagini si vede questa sposa sorridente, nel suo splendido abito bianco, mentre posa in una piazza del quartiere Saifi Village, a qualche centinaio di metri dal porto. Improvvisamente si sente il fragore dell'esplosione che si è abbattuta sulle strade circostanti.

La telecamera gira momentaneamente a sinistra, per filmare una strada laterale invasa dal fumo, prima che l'operatore, scosso, si riprenda e riposizioni l'obiettivo sulla piazzetta, dove si vedono i detriti e gli sposi fuggire. La giovane coppia non ha subito ferite gravi.

"Non posso descrivere il suono che ho sentito. E' stato terribile"

Euronews ha parlato con Mahmoud Nakib. "Era un video matrimoniale", spiega il videomaker. "Stavamo filmando gli sposi, nel giorno delle nozze e dal nulla abbiamo sentito un'esplosione. All'inizio abbiamo sentito un'esplosione, ma credevamo fosse lontana. Era una piccola esplosione e ci siamo detti 'sì, è lontana'. Uno o due minuti dopo è arrivata un'altra esplosione ed è quella che vedete nel video".

Una deflagrazione ben più forte della precedente, come testimonia il videografo: "Era davvero molto molto potente ed è indescrivibile, non si può descrivere. Non posso descrivere il suono che ho sentito. E' stato terribile".

Almeno 137 persone sono morte, ha detto un portavoce del Ministero della Salute all'AFP e oltre 5.000 sono rimaste ferite dall'esplosione.

Ma il bilancio è ancora provvisorio. Probabilmente ci sono molte più vittime, ancora sepolte sotto le macerie.