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Beirut, dopo le esplosioni la nube di sostanze tossiche investe il Medio Oriente

Nell foto, il modello cipriota che prevede lo spostamento delle masse d'aria dopo l'esplosione di Beirut
Nell foto, il modello cipriota che prevede lo spostamento delle masse d'aria dopo l'esplosione di Beirut   -   Diritti d'autore  Cyprus Institute Climate and Atmosphere Research Center
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Dopo le esplosioni di Beirut, le masse aeree sopra il luogo dell'incidente si sono dirette verso sud-est, trasportando con sé tutte le sostanze tossiche rilasciate dalla deflagrazione. A dirlo è un modello del Dipartimento di previsioni ambientali del Centro di eccellenza per il clima e la ricerca atmosferica di Cipro.

Trattasi di ossidi di azoto (NO, NO2, ecc.) e ammoniaca (NH3). Sono irritanti e causano danni all’apparato respiratorio, come spiega un professore del'università di Pisa.

Il modello, già utilizzato per tragedie come quella di Fukushima, calcola una distribuzione tridimensionale delle particelle, sia in orizzontale che in verticale. Le condizioni meteorologiche, inclusa la velocità e la direzione del vento, sono state utilizzate per calcolare la traiettoria della massa del gas fino a 72 ore dopo l'esplosione.

La simulazione coinvolge più traiettorie possibili dal luogo dell'esplosione. Secondo il modello, tutte le masse aeree si dirigono a est e sud del Libano investendo i Paesi confinanti e spingendosi praticamente fino all'Oman.

Cyprus Institute Climate and Atmosphere Research Center
Le sostanze tossiche liberatesi nell'aria arriveranno fino all'OmanCyprus Institute Climate and Atmosphere Research Center

Le riprese video dell'incendio prima dell'esplosione mostrano un fumo bianco-grigiastro, seguito da un pennacchio rosso-marrone. Poco dopo la nuvola a forma di fungo che ha fatto scattare l'improprio paragone con la bomba atomica (oggi peraltro l'anniversario della tragedia di Hiroshima).

Grazie a questo modello, gli esperti ciprioti hanno potuto scartare l'ipotesi di masse d'aria inquinata sui cieli dell'isola. L'esplosione si è sentita fino a Nicosia. Un collega della redazione greca ha temuto per un attimo si trattasse di un'altra invasione militare da parte della Turchia.

L'esplosione pare essere dovuta alla combustione di oltre 2.750 tonnellate di nitrato di ammonio, rimaste nei magazzini del porto per sei anni nel porto senza misure di sicurezza.

Il fumo di colorito rosso-arancione è caratteristico dell'ossido di diazoto, che in condizioni standard è un gas incolore, non infiammabile. Quello bianco-giallo è caratteristico del nitrato di ammonio, tossico.

"Se si rende esplosivo il nitrato di ammonio, non si dovrebbe ottenere quel pennacchio marrone. Questo mi porta a dire che il bilancio dell'ossigeno non era corretto - quindi non è stato miscelato come esplosivo", l'opinione di Stewart Walker della scuola di analisi chimica e forense della Flinders University. "L'esplosione di Beirut sembra un incidente, a meno che non sia trattato di un incendio doloso".

L'esplosione di martedì ha ucciso finora oltre 130 persone e ne ha ferite 5mila. 300mila libanesi sono rimasti senza casa e si stanno ancora cercando tra le macerie i sopravvissuti.

L'onda d'urto ha distrutto le facciate degli edifici, proiettato i mobili nelle strade e frantumato vetri e finestre anche a chilometri di distanza, nell'entroterra.