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Autostrade, Atlantia blocca tutto: "Le quote al miglior offerente"

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Ponte "Genova-San Giorgio"
Ponte "Genova-San Giorgio"   -   Diritti d'autore  ANDREAS SOLARO/AFP or licensors
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Si rialza il ponte di Genova, cade la trattativa per la cessione delle quote di Atlantia in Autostrade per l'Italia.
Tra poco meno di 10 giorni ricorre il secondo anniversario del crollo del ponte Morandi a Genova (14 agosto 2018).
La tragedia, in cui persero la vita 43 persone, è stata la premessa alla rivoluzione in seno alla compagine azionaria di Autostrade per l'Italia: fuori, gradualmente, il gruppo Benetton con Atlantia che detiene l'88% delle quote; ingresso di Cassa Depositi e Prestiti nel capitale.

Aspi, trattativa in salita sul valore di mercato

Ma il meccanismo per la creazione della nuova public company si è inceppato: ad appena 36 ore dall'inaugurazione del nuovo viadotto Genova-San Giorgio, rinato sulle macerie del Morandi, il cda di Atlantia ha comunicato il 'game over'.
In pratica, le trattative con il Governo sull'ingresso di un soggetto a partecipazione statale nel capitale di Aspi sono rimaste al palo. La partita vera si gioca sulla definizione del valore di mercato per Autostrade per l'Italia, che ha in concessione quasi 3000 km di rete.
Il consiglio di amministrazione cita anche un altro nodo, e cioè ulteriori richieste avanzate da CDP al di fuori da quanto rappresentato negli accordi di luglio.

Atlantia rilancia sulla modalità di vendere le quote

Atlantia ha quindi deliberato la possibilità di procedere alla vendita delle quote tramite una gara internazionale gestita da advisor indipendenti "al quale potrà partecipare CDP insieme ad altri Investitori Istituzionali" oppure alla scissione parziale e proporzionale di Aspi e quotazione in borsa. Il cda tornerà a riunirsi il 3 settembre per esaminare e approvare il progetto di scissione.