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USA, cos'è il Juneteenth e perché quest'anno è particolarmente importante

Manifestanti si inginocchiano per un momento di silenzio davanti al commissariato di Long Beach il 31 maggio scorso
Manifestanti si inginocchiano per un momento di silenzio davanti al commissariato di Long Beach il 31 maggio scorso   -   Diritti d'autore  AP Photo/Ashley Landis
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La parola Juneteenth deriva dalla contrazione delle parole inglesi June (giugno) e _nineteenth _(diciannovesimo). Si riferisce cioè al 19 giugno, la data scelta negli Stati Uniti da molte persone, organizzazioni e persino da alcuni Stati per commemorare l'abolizione della schiavitù.

Quest'anno, a 155 anni dal primo Juneteenth, la celebrazione assume un significato speciale: siamo a meno di un mese dal decesso di George Floyd, un afroamericano morto asfissiato durante l'arresto. Un omicidio che ha innescato le proteste di Black Lives Matter che ne sono seguite.

Le origini storiche del Juneteenth

Il 19 giugno 1865, il generale dell'Unione Gordon Granger lesse il Proclama di Emancipazione - emesso dal presidente Abraham Lincoln tre anni prima, il 22 settembre 1862 - agli schiavi afroamericani in Texas, l'ultimo stato confederato a liberare gli schiavi dopo la fine della guerra civile.

L'ordine generale numero 3 di Granger inizia così:

Il popolo del Texas è informato che, in conformità con un proclama del ramo esecutivo degli Stati Uniti, tutti gli schiavi sono liberi. Ciò implica l'assoluta parità di diritti e di proprietà tra gli ex padroni e gli schiavi, e il legame che esisteva tra loro diventa quello tra il datore di lavoro e il lavoratore assunto.
Gordon Granger
Generale dell'Unione
AP Foto/Evan Vucci
La proclamazione in mostra all'Archivio Nazionale di Washington DCAP Foto/Evan Vucci

Il 19 giugno 1865 ci furono sì festeggiamenti degli ex schiavi al momento del tanto atteso annuncio. Ma "la magia non fu istantanea per la maggior parte dei 250mila schiavi dello Stato.

Nelle piantagioni, i padroni dovevano decidere quando e come annunciare la notizia, o aspettare l'arrivo di un agente del governo. In molti casi l'annuncio è stato ritardato fino a dopo il raccolto", dice Henry Louis Gates Jr. professore e direttore dell'Hutchins Center for African and African-American Research dell'Università di Harvard.

Ma ci vollero diversi anni affinché la Proclamazione, firmata dal presidente Abraham Lincoln il 22 settembre 1862, sortisse i suoi effetti. Lo stesso testo federale divenne ufficiale solo il 1° gennaio 1863, nel pieno della guerra civile.

Lincoln non arrivò ad assistere alla fine ufficiale della schiavitù in tutti gli Stati Uniti perché morì assassinato il 15 aprile 1865, due mesi prima del Juneteenth.

Tra tutte le date possibili per celebrare l'abolizione della schiavitù negli Stati Uniti, "il 19 giugno è il più vicino al solstizio d'estate (questo venerdì 21 giugno), il giorno più lungo dell'anno, quando il sole, al suo apice, sfida le tenebre in tutti gli Stati, compresi quelle che una volta proiettavano l'ombra della schiavitù", spiega il professor Gates, critico letterario.

Un Juneteenth 2020 molto particolare

Le celebrazioni di quest'anno assumono un significato particolarmente tragico dopo l'uccisione di George Floyd e lo scatenarsi delle proteste Black Lives Matter in tutto il mondo.

La presidente della Camera dei Rappresentanti, Nancy Pelosi, ha definito il Juneteenth "una bella e orgogliosa celebrazione della libertà per gli afroamericani".

Ha sottolineato che la ricorrenza quest'anno arriva "in un momento di straordinaria angoscia nazionale mentre piangiamo le centinaia di neri americani uccisi dall'ingiustizia razziale e dalla brutalità della polizia, come George Floyd, Breonna Taylor, Ahmaud Arbery e tanti altri.

Pelosi ha fatto questa dichiarazione mentre ordinava la rimozione dal Campidoglio dei ritratti in onore di quattro ex Presidenti della Camera che hanno servito nella Confederazione schiavista del Sud.

Il presidente, che ha previsto di tenere a Tulsa il 19 giugno il comizio d'apertura della campagna elettorale, è stato criticato inizialmente non solo per la scelta di questa data, ma anche per quella della sede.

Nel 1921, infatti, un ricco quartiere d'affari nero di Tulsa venne attaccato e totalmente distrutto da una folla di bianchi. Nel massacro morirono 300 persone.

In un'intervista al Wall Street Journal, il tycoon ha detto che "nessuno aveva mai sentito parlare" della ricorrenza del 19 giugno, per questo aveva organizzato l'incontro di Tulsa quel giorno.

"Ho fatto qualcosa di buono: ho reso molto famoso Juneteenth", ha aggiunto Trump nel corso dell'intervista. Eppure, secondo il quotidiano, l'amministrazione Trump aveva inviato ogni anno una dichiarazione proprio per le celebrazioni del 19 giugno.

Riconoscimento da parte dei nuovi Stati...

Diversi Stati stanno festeggiano già il Juneteenth. Vista l'ovvia connessione storica, il Texas è stato il primo a proclamarlo giorno di festa nel 1980 sotto l'impulso del deputato afroamericano Al Edwards.

Edwards ha detto a Yahoo nel 2007 che "ogni anno dobbiamo ricordare alle generazioni successive che questo evento ne ha innescato una serie i quali, uno per uno, definiscono le sfide e le responsabilità delle generazioni successive. Ecco perché abbiamo bisogno di questa celebrazione".

Nel 2020, gli Stati di New York e della Virginia si sono aggiunti alla lista degli Stati che hanno scelto di riconoscere ufficialmente questa data. In Virginia si trovava l'ex capitale del governo sudista.

Il governatore democratico, Ralph Northam, ha deciso di rendere il 19 giugno un giorno festivo per tutti i dipendenti della sua amministrazione. Northam intende anche approvare una legge che estenda la festività in maniera permanente.

La legge dovrebbe essere approvata senza troppe difficoltà dato che il parlamento locale è controllato dal Partito Democratico, scrive l'agenzia AP.

Nello Stato di New York, il governatore Andrew Cuomo ha firmato un'ordinanza esecutiva che riconosce il 19 giugno come vacanza retribuita per i dipendenti statali. Ha detto che l'anno prossimo proporrà una legislazione per trasformarlo in festività permanente.

"È un giorno a cui tutti dovremmo pensare. È particolarmente importante in questo momento storico", le parole del governatore Cuomo, anch'egli democratico.

...ma anche da parte di aziende

Ad inizio giugno, il boss di Twitter Jack Dorsey ha annunciato che il 19 giugno sarà un giorno di festa, educazione e connessione per le sue due aziende, Twitter e Square.

Anche un altro marchio americano famoso in tutto il mondo, Nike, ha concesso ferie ai propri dipendenti in occasione di Juneteenth. "Alla Nike, Inc. aspiriamo ad essere leader nella costruzione di un team e di una cultura diversificata e inclusiva. Vogliamo essere migliori della società nel suo complesso", ha dichiarato il CEO del marchio, Donahoe.

La data del 19 giugno, ha aggiunto, è un'opportunità "per commemorare e celebrare meglio la storia e la cultura nera" e ha promesso un cambiamento per i molti dipendenti afroamericani del brand. "Mi avete detto che non sempre abbiamo sostenuto, riconosciuto e celebrato i nostri compagni di squadra neri come meritano", ha detto. Questo deve cambiare".

Le catene di montaggio negli stabilimenti delle case automobilistiche di Detroit si fermeranno anche questo venerdì per commemorare la fine della schiavitù negli Stati Uniti e sostenere le proteste BLM dopo la morte di George Floyd.

Stop alla produzione negli stabilimenti Ford, General Motors e Fiat Chrysler per quasi nove minuti alle 8.46. Il sindacato degli autotrasportatori ha organizzato per l'occasione dei sit-in di protesta.

"Lo facciamo a sostegno dei milioni di persone che chiedono la fine del razzismo e dell'odio e una vera riforma", ha scritto il presidente del sindacato Rory Gamble in una nota ai 400mila membri del sindacato UAW.