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Calabria: scoperta una rete di usurai affiliati alla 'Ndrangheta

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Carabinieri, "Operazione Fortezza"
Carabinieri, "Operazione Fortezza"   -   Diritti d'autore  Euronews
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L'hanno chiamata ''Libera Fortezza'' l'operazione avviata nel 2014 dalla Compagnia Carabinieri di Taurianova, che si è conclusa nelle scorse ore con misure cautelari personali e patrimoniali nei confronti di 22 persone appartenenti o contigue alla cosca della 'ndrangheta Longo-Versace di Polistena (RC).
I reati contestati sono quelli di associazione di tipo mafioso, usura, estorsione, riciclaggio, esercizio di attività finanziaria abusiva, detenzione illegali di armi, tutti aggravati dalla finalità e dal metodo mafioso. Oltre 5 milioni di euro il valore dei beni sequestrati: un patrimonio costituito da 9 imprese, 45 unità immobiliari, beni mobili e disponibilità finanziarie riconducibili agli indagati.

Una rete criminale resa ancor più aggressiva dalla crisi Covid-19

''Libera Fortezza'' ha fatto emergere una rete di usurai ed estortori, resa ancor più attiva dalla crisi economica portata da Covid-19.
A fronte di minacce e pressioni, le vittime - spesso imprenditori in difficoltà - erano costrette a restituire interessi sulle somme prese in prestito anche a un tasso usurario superiore del 200% a quello soglia.

Come agivano gli usurai

Dopo aver accuratamente individuato la vittima bisognosa e dopo aver concesso il prestito in denaro, gli usurai ottenevano la promessa di restituzione di un importo maggiorato di un tasso d’interesse variabile, comunque sempre molto alto. Al momento del prestito, l'organizzazione si faceva consegnare assegni “in bianco” per un importo comprensivo del capitale prestato e dell’interesse del primo mese, a titolo di garanzia in caso di inadempimento. In caso di mancato pagamento, le vittime venivano minacciate e/o subivano azioni intimidatorie.

Libera Fortezza ha visto il dispiegamento di oltre 300 uomini: i Carabinieri del Comando Provinciale di Reggio Calabria, con il supporto dei Reparti territorialmente competenti, dello Squadrone Carabinieri Eliportato “Cacciatori “e dell’8° Nucleo Elicotteri di Vibo Valentia, in collaborazione con i militari del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Reggio Calabria, sotto il coordinamento della Procura della Repubblica – Direzione Distrettuale Antimafia di Reggio Calabria.