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Cina: arriva la stretta su Hong Kong. Nessun obiettivo per il PIL 2020

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I delegati applaudono l'arrivo del Presidente Xi Jinping al Congresso Nazionale del Popolo cinese, a Pechino
I delegati applaudono l'arrivo del Presidente Xi Jinping al Congresso Nazionale del Popolo cinese, a Pechino   -   Diritti d'autore  AP Photo/Ng Han Guan, Pool
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La Cina è pronta a votare all'Assemblea nazionale del popolo una legge a "tutela della sicurezza nazionale" per Hong Kong, con l'obiettivo di frenare le rivendicazioni autonomiste della città-Stato. La nuova legge sanzionerà secessione, eversione contro lo Stato, terrorismo e interferenze straniere.

La bozza è stata depositata al Congresso nazionale del popolo, apertosi giovedì e durante il quale il premier, Li Keqiang, ha sottolineato il "buon lavoro" fatto nel combattere il nuovo coronavirus: "Sotto la forte guida del Comitato Centrale del Partito Comunista Cinese e del Presidente Xi Jinping e attraverso il duro lavoro e il sacrificio di tutta la nostra nazione, abbiamo ottenuto importanti risultati strategici nella nostra risposta al Covid-19".

La presentazione della legge, che significa di fatto una nuova stretta sull'ex colonia britannica, ha portato gli attivisti pro democrazia a scendere di nuovo in piazza a protestare. Temono che questa sia la fine definitiva dell'autonomia e delle libertà a Hong Kong.

AP Photo/Kin Cheung
Agenti di polizia fermano i membri del Partito Democratico, che avanzano verso l'ufficio del governo centrale cinese durante una protesta a Hong Kong. 22/05/2020AP Photo/Kin Cheung

Nessun obiettivo economico per il 2020

Le conseguenze della pandemia per il Paese da dove tutto è partito, non sono solo sanitarie e diplomatiche. La Cina, infatti, per la prima volta decide di non fissare un obiettivo di crescita economica per l'anno in corso. Il premier Li ha ridefinito di fronte all'Assemblea nazionale del popolo l'agenda delle priorità. "Ridurremo ulteriormente le tasse e implementeremo in modo aggressivo le politiche attuali insieme agli accordi istituzionali, per creare un ambiente più favorevole e aiutare le entità di mercato a superare le difficoltà e a raggiungere lo sviluppo", ha detto il Primo Ministro. "Continueremo ad attuare riduzioni delle aliquote IVA e della quota di assicurazione di base per l'anzianità dei dipendenti, pagata dalle imprese. Taglieremo imposte e tasse per 500 miliardi di yuan (circa 64 miliardi di euro)".

Dopo aver chiuso il primo trimestre del 2020 con il PIL al -6,8%, Pechino ha deciso di non fissare alcun target per quest'anno. Sforerà invece quota 3% - un picco da non sorpassare finora per la Cina - il deficit, arrivando al 3,6% secondo le previsioni.

Ma se Pechino decide di tirare un po' i remi in barca in campo economico, non è lo stesso per quanto riguarda quello militare, il cui budget salirà addirittura del 6,6%.

Che la Cina abbia paura di eventuali ripercussioni da parte dell'Occidente, a causa del caos scatenato con il nuovo coronavirus?