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Covid 19: la Cina ha insabbiato tutto? Una risoluzione sul tavolo dell'OMS

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Covid 19: la Cina ha insabbiato tutto? Una risoluzione sul tavolo dell'OMS
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Crisi sanitaria ed equilibri politici: la 73esima assemblea dell'Organizzazione Mondiale della Sanità si riunisce ed è già teatro di frizioni: sul tavolo la risoluzione, appoggiata da 122 Paesi, per un'indagine indipendente sulla gestione della pandemia, Sullo sfondo i rapporti tesi tra Stati Uniti e Cina e la mancata presenza di Taiwan, sollecitata da Washington e da altri Paesi europei in veste di osservatore, a cui Pechino si oppone.

"Abbiamo bisogno di avere informazioni aggiornate dall'OMS per poter lottare contro le malattie trasmissibili. E non siamo stati in grado di ottenerle con regolarità - dice Joseph Wu, ministro degli Affari esteri di Taiwan - è un problema per per il popolo taiwanese. I nostri amici come il Regno Unito, la Francia, la Germania, specialmente il Giappone, stanno lavorando molto duramente affinché Taiwan possa partecipare all'OMS".

Il veto di Pechino alla presenza di Taiwan comincia a pesare: il governo cinese non ha infatti mai riconosciuto lo status d’indipendenza dell’isola ed è a oggi l’unico a poter sedere alle riunioni dell'OMS.

Il ministro degli Affari esteri di Taiwan suggerisce anche la via da seguire: "Affinché Taiwan possa essere presente all'Assemblea Nazionale, è necessario che il Segretario Generale dell'OMS ci mandi un invito. L'abbiamo fatto tra il 2009 e il 2016, quindi non è difficile. E se vogliono spingere per una votazione, penso che la votazione possa avere luogo. Ma non pensiamo che sia necessario seguire questa strada".

Se Taiwan è in grado di affrontare con successo la pandemia, vogliamo condividere la nostra esperienza con il resto della comunità internazionale
Joseph Wu, ministro Affari esteri di Taiwan
Intervista a Euronews

Troppe ombre sugli sviluppi e sulla successiva gestione della pandemia, a cominciare dal ruolo della Cina: la risoluzione chiede sia identificata la fonte zoonotica del virus e le modalità di diffusione. Nel documento non figurano accuse esplicite alla Cina, ma tra le righe si leggono i dubbi sulla deflagrazione dell'epidemia e la mancata individuazione del paziente zero a Wuhan. Per essere approvata, la risoluzione deve avere il consenso dei due terzi dei componenti dell’assemblea.