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Guerra in Medio Oriente, attacco alla base italiana in Kuwait: nessun ferito, distrutto un drone

Militari Usa nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, immagine d'archivio
Militari Usa nella base di Ali Al Salem, in Kuwait, immagine d'archivio Diritti d'autore  AP Photo
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Di Fortunato Pinto
Pubblicato il Ultimo aggiornamento
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Un attacco Usa - Israele ha provocato almeno 15 morti nella città industriale di Isfahan, mentre le forze iraniane continuano a lanciare attacchi contro Israele e i Paesi del Golfo. La Formula 1 annulla ufficialmente i Gran Premi in Bahrein e Arabia Saudita in programma ad aprile

Dopo due settimane di guerra in Medio Oriente, continuano gli attacchi da parte di Stati Uniti e Israele contro i territori iraniani. Almeno 15 persone sono morte in un bombardamento contro la città industriale di Isfahan.

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L'Iran, supportato da Hezbollah, prosegue i colpi di rappresaglia contro Israele e anche i Paesi del Golfo. Arabia Saudita, Emirati Arabi Uniti e Bahrein hanno abbattuto decine di droni nelle ultime ore.

Un drone ha colpito domenica mattina la base militare Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano: non si registrano feriti ma è stato distrutto un drone italiano.

Diretta conclusa

Crosetto: perdita drone non ha riflesso sulla sicurezza dei nostri militari

Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha diffuso una nota sull'attacco con drone contro la base italiana in Kuwait.

"Questa mattina in Kuwait, presso la base di Al Salem, è stato colpito uno shelter al cui interno era ricoverato un velivolo da ricognizione a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana. Tutto il personale militare italiano presente nella base era al sicuro e non è stato coinvolto nell'attacco", ha scritto il ministro facendo sapere di aver avvertito la presidente del Consiglio dei Ministri, i vice presidenti del Consiglio e tutti i leader delle forze politiche, sia di maggioranza sia di opposizione, al fine di garantire la massima trasparenza e condivisione della situazione.

"Seguo con la massima attenzione l'evoluzione del quadro di sicurezza nell'area, in costante contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa, con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) e direttamente con i comandanti sul campo. La Difesa italiana svolge in quell'area un'importante attività di collaborazione con il Kuwait e, più in generale, con i Paesi del Golfo amici dell'Italia, nella missione nota come Italian National Contingent Command Air - Task Force Air Kuwait avviata già nel 2014 (un pilastro fondamentale del contributo italiano nell'ambito dell'operazione internazionale Prima Parthica/Inherent Resolve contro il DAESH) ed in questo momento sta profondendo i massimi sforzi per favorire una de-escalation della situazione in atto", ha scritto il ministro e ha aggiunto: "Già nei giorni scorsi il personale militare era stato ridotto, lasciando nella base esclusivamente quello essenziale. La perdita del velivolo non ha alcun riflesso sulla sicurezza dei nostri militari schierati nell'area".

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Blocco allo Stretto di Hormuz: circa mille navi in attesa

Circa mille navi, tra cui duecento petroliere, attendono di attraversare lo Stretto di Hormuz in un clima di tensione segnalato dalla tv panaraba Al Jazeera.

L'esercito iraniano minaccia il transito, vietando l'accesso ai mezzi statunitensi e imponendo autorizzazioni obbligatorie per tutte le altre imbarcazioni. Sono state prese di mira anche navi non affiliate agli Usa, come un mercantile thailandese recentemente colpito da missili balistici iraniani. La Marina dell'Oman ha soccorso venti membri dell'equipaggio di tale nave, mentre altri tre risultano attualmente ancora dispersi in mare.

Teheran mantiene il controllo di questa via navigabile strategica, utilizzandola come leva nel contesto del conflitto regionale attualmente in corso. Il blocco parziale e le ostilità hanno già innescato una significativa impennata dei prezzi del petrolio a livello internazionale.

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Aie: 400 milioni di barili di petrolio di emergenza arriveranno presto sui mercati globali

L'Agenzia Internazionale dell'Energia (Aie) ha dichiarato che il petrolio proveniente dalle riserve di emergenza inizierà presto a raggiungere i mercati globali, dopo che gli Stati membri hanno concordato di rilasciare grandi volumi per stabilizzare l'offerta.

In una dichiarazione, l'agenzia ha affermato che 400 milioni di barili saranno resi disponibili a seguito delle interruzioni legate alla guerra tra Israele e Stati Uniti contro l'Iran.

Le scorte in Asia e Oceania saranno rilasciate immediatamente, mentre si prevede che le forniture provenienti dalle Americhe e dall'Europa inizieranno ad entrare nel mercato verso la fine di marzo.

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Netanyahu risponde alla voci sulla sua presunta morte con un video in un bar

Il premier israeliano ha pubblicato un video su X mentre beve un caffè in un bar per rispondere alle presunte voci sulla sua morte. "Dicono che io sia cosa?" si legge nel messaggio.

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Israele: colpiti quartier generali del regime iraniano nella regione di Hamadan

L'esercito israeliano rivendica di aver attaccato i quartier generali del regime islamico nella regione di Hamadan, nell'Iran occidentale.

Con un video postato su X, l'Idf spiega che l'aeronautica militare, sotto la guida dell'intelligence della Direzione dell'intelligence militare, ha completato domenica una serie di attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano nella regione.

"Nel corso di queste operazioni, sono stati attaccati diversi quartier generali centrali delle Guardie Rivoluzionarie e delle unità Basij. Questi quartier generali venivano utilizzati da elementi del regime per gestire le attività in corso, nonché per pianificare e promuovere operazioni terroristiche contro lo Stato di Israele e altri paesi del Medio Oriente", si legge nel messaggio.

L'Idf poi spiega che è stata ampliata la portata degli attacchi contro le infrastrutture del regime iraniano in ulteriori aree dell'Iran occidentale e centrale, "con l'obiettivo di danneggiare in modo ampio e sistematico le capacità di comando e controllo del regime".

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Attacco contro la base italiana in Kuwait: nessun ferito, distrutto un drone

Domenica mattina un drone ha colpito la base di Ali Al Salem in Kuwait. Lo riportano le autorità italiane. Non risulta nessun ferito, ma un drone è stato distrutto.

"Questa mattina la base di Ali Al Salem, in Kuwait, che ospita capacità e personale americano e italiano, è stata oggetto di un attacco con drone che ha colpito uno shelter, all’interno del quale era ricoverato un velivolo a pilotaggio remoto della Task Force Air italiana, andato distrutto. Ho immediatamente sentito il Colonnello Mangini per sincerarmi delle condizioni del personale italiano presente nella base. Al momento dell’attacco tutto il personale era in sicurezza e non è stato coinvolto. Dell’accaduto ho prontamente informato il ministro della Difesa Crosetto, col quale sono in costante contatto per l’aggiornamento continuo della situazione di tutti i nostri contingenti all’estero" ha dichiarato il Capo di Stato Maggiore della Difesa, Generale Luciano Portolano.

"Il dispositivo italiano della Task Force Air era stato preventivamente alleggerito nei giorni scorsi, nell’ambito delle misure adottate in relazione all’evoluzione del quadro di sicurezza nell’area. Il personale rimasto nella base è impiegato per lo svolgimento delle attività essenziali della missione", prosegue la nota di Portolano.

"Il velivolo colpito costituiva un assetto indispensabile per lo svolgimento delle attività operative ed era rimasto schierato nella base al fine di garantire la continuità delle operazioni", aggiunge il generale e poi conclude: "La situazione è costantemente monitorata dal Capo di Stato maggiore della Difesa e dal Comando Operativo di Vertice Interforze, che mantengono un contatto continuo con i contingenti sul terreno".

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Attesa lunedì la riunione del Consiglio Affari esteri dell'Ue: focus su Medio Oriente e Ucraina

Il ministro degli Esteri Antonio Tajani sarà lunedì a Bruxelles per partecipare alla riunione del Consiglio Affari esteri dell’Unione europea. Lo riporta la Farnesina in una nota diffusa domenica.

Secondo quanto si legge, sul tavolo ci sarà un confronto sull’escalation in Medio Oriente e le sue conseguenze sul piano economico, con un focus sul blocco parziale dello stretto di Hormuz e sulle misure adottate a livello internazionale per liberare riserve di petrolio.

Prevista, riferisce la Farnesina, anche una sessione sull’Ucraina, con la partecipazione da remoto del ministro degli Esteri Sybiha e un focus sugli effetti della guerra in Medio Oriente sul dossier ucraino, anche in vista del possibile contributo di Kiev alla difesa dei Paesi del Golfo.

Si terrà inoltre una riunione sulle relazioni Ue-India con la partecipazione del ministro degli Esteri indiano Jaishankar, con particolare attenzione ai settori della sicurezza e difesa e dell’energia, alla luce anche degli effetti della crisi in Medio Oriente.

"Il ministro Tajani, ricordando gli attacchi a Erbil in cui un militare francese ha perso la vita e che hanno provocato danni alla base italiana, mettendo a repentaglio anche la sicurezza dei militari italiani, riferirà dei contatti avuti con i Paesi del Golfo e con gli altri partner regionali per promuovere una de-escalation, con l’obiettivo di arrivare a un cessate il fuoco e al riavvio del dialogo con tutti gli strumenti a disposizione dell’Unione europea", continua la nota.

Tajani si soffermerà anche sulla grave situazione umanitaria in Libano, spiega ancora il ministero nella nota di domenica, per cui l’Italia ha annunciato nuovi aiuti d’emergenza per 10 milioni di euro, e sulla necessità di mantenere alta l’attenzione su Gaza per preservare la tregua e garantire flussi di aiuti adeguati.

"Sull’Ucraina, Tajani sottolineerà l’auspicio che siano riprogrammati presto nuovi negoziati, con un forte coordinamento euroatlantico come accaduto di recente nei colloqui a Ginevra", si legge.

Alla riunione con il ministro Jaishankar, secondo le fonti, Tajani indicherà l’importanza, in questa fase, di rafforzare le relazioni fra Ue e India nel settore della sicurezza e difesa, inclusa la sicurezza marittima, e di fare leva sull’Accordo di Libero Scambio appena concluso. Il titolare della Farnesina ricorderà anche come la crisi nel Golfo confermi l’importanza di diversificare le rotte commerciali e la rilevanza strategica del corridoio IMEC, cui sarà dedicata martedì un’iniziativa politica ed economica a Trieste.

A margine, si apprende, il ministro Tajani avrà incontri bilaterali con il Segretario Generale della Nato, Mark Rutte, e con altri ministri dei Paesi Ue.

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Anche la capitana della nazionale dell'Iran ritira la richiesta d'asilo in Australia

La capitana della nazionale di calcio femminile iraniana, impegnata nella Coppa d'Asia in Australia, ha ritirato la sua richiesta di asilo, secondo quanto riportato domenica dai media statali, diventando così la quinta componente della delegazione a cambiare idea.

Zahra Ghanbari partirà dalla Malesia per l'Iran nelle prossime ore, ha riferito l'agenzia di stampa Irna.

Tre giocatrici e un membro dello staff tecnico avevano già ritirato le loro richieste di asilo e si erano recati in Malesia.

Le organizzazioni per i diritti umani hanno ripetutamente accusato le autorità iraniane di fare pressioni sugli atleti all'estero, minacciando i familiari o con il sequestro dei beni in caso di defezione o dichiarazioni contro la Repubblica islamica.

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La Uefa cancella la Finalissima tra Argentina e Spagna in Qatar

A seguito della guerra in Medio Oriente, anche la Uefa ha annullato un appuntamento sportivo nella regione.

"Dopo lunghe discussioni tra la Uefa e le autorità organizzatrici del Qatar, è stato annunciato oggi che, a causa dell'attuale situazione politica nella regione, la Finalissima tra la Spagna, vincitrice di UEFA EURO 2024, e l'Argentina, campionessa della CONMEBOL Copa América 2024, non potrà disputarsi come previsto in Qatar il 27 marzo", si legge nel comunicato diffuso domenica.

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Tajani incontrerà lunedì Rutte a Bruxelles

Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani incontrerà lunedì a Bruxelles il segretario generale della Nato Mark Rutte. La notizia è stata diffusa dall'agenzia Ansa.

Parlando con il Tg2 di Rai Tajani ha ribadito l'impegno di Roma nella fine del conflitto. 'L'Italia non partecipa e non parteciperà alla guerra. Farà tutto ciò che è possibile per favorire la de-escalation e il dialogo'', ha detto il ministro.

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Israele smentisce colloqui con il Libano

Il ministro degli Esteri Gideon Sa'ar ha smentito i presunti colloqui diretti tra Israele e Libano, esortando Beirut a fermare le aggressioni di Hezbollah.

Parlando da Zarzir, Sa'ar ha aspramente criticato l'inazione del governo libanese dopo la tregua del 2024, definendo il gruppo filoiraniano l'unico ostacolo alla pace. Il ministro ha chiarito che le dispute confinarie sono minime e risolvibili, ma ha preteso passi concreti per smantellare il terrorismo. Israele si dice pronto alla normalizzazione futura, ma solo a fronte di una reale volontà libanese di porre fine ai lanci di missili e garantire la sicurezza dei confini.

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Papa Leone XIV: "Cessate il fuoco, popoli subiscono atroce sofferenza della guerra"

Papa Leone XIV è tornato a chiedere la fine della guerra in Medio Oriente, facendo appello a tutti gli attori coinvolti nel conflitto.

"Mi rivolgo ai responsabili di questo conflitto. Cessate il fuoco, si riaprano percorsi di dialogo. La violenza non potrà mai portare alla giustizia alla stabilità e alla pace che i popoli attendono", ha detto Leone XIV al termine dell'Angelus in Piazza San Pietro.

"Da due settimane i popoli del Medio Oriente subisco l'atroce sofferenza della guerra, migliaia di persone sono state uccise e moltissime altre costrette ad abbandonare le proprie case. Rinnovo la mia vicinanza orante a tutti coloro che hanno perso i propri cari negli attacchi che hanno colpito scuole, ospedali e centri abitati", ha aggiunto il pontefice.

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Seul valuta l'invio di navi militari nello Stretto di Hormuz

L'ufficio presidenziale sudcoreano valuterà la richiesta di Donald Trump di inviare navi nello Stretto di Hormuz, consultandosi strettamente con Washington. Trump ha esortato la Corea del Sud e altri Paesi a intervenire per mantenere lo stretto "aperto e sicuro" contro i tentativi di chiusura iraniani.

Il presidente Usa ha definito le azioni di Teheran una "restrizione artificiale" che danneggia anche Cina, Francia, Giappone e Regno Unito sulla rotta petrolifera.

Un funzionario coreano ha dichiarato che "la sicurezza delle rotte marittime internazionali e la libertà di navigazione si allineano con gli interessi di tutti i Paesi".

Seul ha preso nota delle richieste social di Trump, sottolineando che tali principi fondamentali sono "protetti dal diritto internazionale" per il bene comune. Il governo ha infine espresso l'auspicio che, su queste basi, "la rete logistica marittima globale si normalizzi rapidamente" per stabilizzare il commercio mondiale.

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Trump insoddisfatto delle proposte dell'Iran per un accordo sulla fine del conflitto

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato a Nbc news di non voler ancora porre fine alla guerra con l'Iran "perché le condizioni non sono ancora abbastanza buone", pur rifiutandosi di specificare i termini esatti.

Trump ha sottolineato che un eventuale accordo dovrà essere "molto solido" e includere la rinuncia al nucleare, ribadendo: "l'Iran vuole fare un accordo, e io non voglio farlo perché le condizioni non sono ancora abbastanza buone".

Durante l'intervista, Trump ha messo in dubbio che la nuova Guida Suprema Mojtaba Kahmenei sia "ancora vivo" e ha minimizzato i rincari del carburante causati dall'operazione militare avviata due settimane fa. Si è detto inoltre "sorpreso" dalla decisione di Teheran di colpire altri Paesi mediorientali in risposta all'offensiva congiunta condotta dagli Stati Uniti e da Israele.

Riguardo ai raid sull'isola di Kharg, ha affermato che l'area è stata "totalmente demolita", ma ha aggiunto che "potremmo colpirla ancora qualche volta giusto per divertimento" nelle prossime fasi del conflitto.

Il presidente ha anche detto che sta collaborando con diversi Paesi per un piano di sicurezza nello Stretto di Hormuz, ignorando le preoccupazioni interne legate all'aumento dei prezzi dell'energia. Interpellato sui dettagli specifici necessari per siglare la pace, Trump ha risposto con un secco "non voglio dirtelo", preferendo mantenere riservate le proprie richieste diplomatiche ufficiali.

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Araghchi: astenersi da qualsiasi azione che possa ampliare la portata del conflitto

In un colloquio con il ministro degli Esteri francese Jean-Noël Barrot, il ministro iraniano Abbas Araghchi ha esortato domenica i Paesi ad astenersi da qualsiasi azione che possa ampliare la portata del conflitto con Israele e gli Stati Uniti.

Le sue osservazioni sono giunte dopo che il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha chiesto alle navi da guerra di altre nazioni di aiutare a proteggere le forniture mondiali di petrolio che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, che è stato praticamente bloccato dalla minaccia di attacchi iraniani.

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Iran: attacchi Usa - Israele provocano la morte di oltre 400 tra donne e bambini

Secondo quanto riportato da Mizan, l'agenzia di stampa ufficiale della magistratura iraniana, il Ministero della Salute iraniano sostiene che i raid aerei statunitensi e israeliani abbiano causato la morte di 223 donne e 202 bambini dall'inizio della guerra, il 28 febbraio.

La Mezzaluna Rossa iraniana ha dichiarato che sono state uccise più di 1.300 persone.

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Nuovi attacchi contro Israele dall'Iran

L'Idf ha lanciato un allarme per lanci di missili e droni da parte dell'Iran contro Israele.

Le autorità hanno invitato i cittadini a cercare riparo e ad attendere la fine dell'allerta.

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MotoGp del Qatar posticipato a novembre

Dopo la Formula 1, anche la MotoGp annuncia una modifica al calendario a causa del conflitto in Medio Oriente.

La gara in programma in Qatar è stata posticipata al prossimo novembre, si legge in una nota pubblicata sul sito della MotoGp.

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Idf: nuova ondata di attacchi contro l'Iran occidentale

In un post su X le Forze di Difesa Israeliane hanno annunciato un'ampia ondata di attacchi contro le infrastrutture del regime terroristico iraniano nell'Iran occidentale.

Gli attacchi fanno seguito ai bombardamenti di sabato contro la zona industriale di Isfahan.

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Comando Centrale: menzogne dai Pasdaran sulla USS Lincoln

Il Comando Centrale degli Stati Uniti smentisce il Pasdaran sugli attacchi contro la USS Abraham Lincoln.

"La Guardia Rivoluzionaria afferma ancora una volta di aver disabilitato la USS Abraham Lincoln, nonostante in precedenza avesse affermato di averla distrutta più volte", scrivono le fonti Usa.

"Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche non solo ripete menzogne, ma contraddice anche le sue precedenti dichiarazioni con altre menzogne. Sia chiaro: il Gruppo d'attacco Abraham Lincoln continua ad avere il controllo completo dello spazio aereo iraniano dal mare", conclude il Comando.

U.S. Central Command-Farsi (@CENTCOMFarsi) on X

🚫سپاه پاسداران بار دیگر ادعا می‌کند که ناو یو‌اس‌اس آبراهام لینکلن را از کار انداخته است. این در حالی است که پیش‌تر نیز چندین بار ادعای نابودی آن را مطرح کرده بود.…

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Attacco contro Isfahan: almeno 15 morti

Un attacco missilistico statunitense-israeliano contro una zona industriale di Isfahan ha causato la morte di almeno 15 persone, secondo quanto riportato dall'agenzia di stampa iraniana Fars.

Il numero delle vittime però potrebbe essere più alto e le agenzie internazionali non hanno ancora pubblicato verifiche a riguardo

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Pasdaran giurano di voler uccidere Netanyahu

I Pasdaran hanno giurato di dare la caccia e uccidere il premier israeliano Benjamin Netanyahu. Sul sito Sepah News, i Guardiani della Rivoluzione hanno dichiarato che useranno tutte le forze per eliminare il premier.

Il primo ministro israeliano è stato descritto nel messaggio come un "criminale assassino di bambini" ancora in vita. L'organizzazione iraniana ha ribadito l'intenzione di continuare a perseguitarlo fino al compimento dell'uccisione.

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Israele: oltre cento feriti dopo attacchi iraniani e di Hezbollah

Il ministero della Salute israeliano riferisce di 108 feriti ricoverati nelle ultime 24 ore a causa del conflitto con l'Iran. Non sono specificate le cause, che potrebbero includere infortuni nel raggiungere i rifugi o attacchi da Iran e Libano.

Secondo il ministero, i ricoveri totali dal 28 febbraio a oggi sono stati 3.195. Di queste persone, 81 risultano attualmente ancora ospedalizzate secondo l'aggiornamento fornito questa mattina. Il bilancio include sia le conseguenze dirette del fuoco nemico che gli incidenti avvenuti durante le fasi di emergenza.

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Arabia Saudita: abbattuti 4 droni a Riad

Il Ministero della Difesa saudita riferisce che quattro droni sono stati intercettati e distrutti nell'area metropolitana di Riad..

Dall'inizio della guerra, l'Arabia Saudita è stata bersaglio di ondate di droni e missili iraniani diretti contro infrastrutture energetiche critiche, interessi statunitensi, installazioni militari e aree urbane. Almeno due persone sono state uccise e altre 12 sono rimaste ferite negli attacchi.

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Il Pentagono diffonde i nomi dei 6 soldati morti nello schianto dell'aereo in Iraq

Il Pentagono ha identificato i sei militari Usa morti nello schianto di un aereo da rifornimento in Iraq occidentale, non causato da fuoco ostile.

Le vittime sono John Klinner (33), Ariana Savino (31), Ashley Pruitt (34), Seth Koval (38), Curtis Angst (30) e Tyler Simmons (28). I primi tre erano membri dell'Aeronautica Militare degli Stati Uniti, mentre gli ultimi tre prestavano servizio nella Guardia Nazionale Aerea degli Stati Uniti.

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Cancellati i GP di Bahrein e Arabia Saudita

I Gran Premi di Bahrein e Arabia Saudita di aprile, inclusi F2, F3 e F1 Academy, sono stati cancellati per la situazione in Medio Oriente.

La Formula 1 ha comunicato su X che non verranno effettuate sostituzioni, nonostante siano state valutate diverse alternative. Le gare del prossimo mese non si svolgeranno e il calendario non subirà variazioni compensative.

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