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Il sistema sanitario russo è davvero pronto ad affrontare il coronavirus?

Il sistema sanitario russo è davvero pronto ad affrontare il coronavirus?
Diritti d'autore  Un'ambulanza entra in un ospedale di Mosca, la città più colpita in Russia dal coronavirus con oltre 13mila casi su 21mila -ALEXANDER NEMENOV/AFP
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In Russia si contano ufficialmente poco più di 21mila casi di infezione da Covid-19 e 170 decessi. Una frazione rispetto ad altri Paesi. Per far fronte alla pandemia, il presidente Vladimir Putin - in isolamento - ha promesso di iniettare decine di miliardi di rubli nel sistema sanitario nazionale.

In tutto il paese si stanno costruendo nuovi ospedali e padiglioni per le malattie infettive, oltre ad ospedali da campo. Allo stesso tempo, sui social network russi si fa sempre più forte la voce degli operatori sanitari preoccupati per le condizioni in cui si trovano a lavorare e la mancanza di dispositivi di protezione individuale.

"Non so niente"

"Vengo a sapere di una sorta di infezione da coronavirus sui media, su Facebook, alla TV, su Internet... ma non sul posto di lavoro. Al lavoro non abbiamo fatto nessuna riunione, neanche una" dice a Euronews Alina (nome di fantasia), un'oncologa di una delle più grandi città russe del sud del Paese.

Nella prima decade di marzo, un'infermiera che lavorava con Alina è tornata dall'Europa e si è rifiutata di andare in quarantena. Pochi giorni dopo, la dottoressa ha sviluppato tosse e febbre, ma l'ospedale si è rifiutato di testarla per verificare un eventuale contagio da Covid-19. Alina si è rivolta al Ministero della Salute e qualche settimana dopo le è stato fatto un tampone.

"Sono un medico, ho un buon motivo per fare il test e penso di averne bisogno perché lavoro con persone malate. È dall'11 marzo che cerco di farlo. E il 30 mi hanno fatto il tampone", continua Alina che lavora in un policlinico municipale in una comunità di circa 40mila persone.

"Le persone infettate dal coronavirus vengono da noi. Quando uno ha qualsiasi malattia, sintomi di raffreddore, di solito va dal medico di base. Ma tutte queste 40mila persone si riversano qui".

I pazienti oncologici con cui lavora Alina, indipendentemente dal trattamento prescritto, sono immunodepressi e hanno maggiori rischi di contrarre qualsiasi malattia infettiva.

Gli unici dispositivi di protezione personale a sua disposizione, indica, sono le normali maschere chirurgiche. Si deve comprare da sola gel antibatterici e altri dispositivi di protezione individuali. "Mi devo anche portare a casa la divisa e lavarla io stessa", aggiunge la specialista.

Su raccomandazione del Ministero della Salute, i pazienti oncologici dovrebbero essere tenuti in stretto isolamento e vedere un medico solo in caso di necessità urgente.

"Quando chiediamo alla direzione cosa fare in questa o quella situazione, non sempre otteniamo risposte perché spesso non le conoscono loro stessi", ha detto Alina. - "Ora che ci sono restrizioni di movimento... chi posso portare? Cosa posso nominare? Non so niente! Tutto è proibito, tranne le cure d'emergenza. Ma cosa va considerato un'emergenza? Io lavoro in oncologia, tutto è un'emergenza".

Anche Putin telelavora - Alexey DRUZHININ / SPUTNIK / AFPALEXEY DRUZHININ

C'è un rischio che lo scenario italiano si ripeta in Russia?

Le autorità sostengono che la nuova epidemia di coronavirus in Russia si stia sviluppando in uno degli scenari più favorevoli.

Martedì scorso, il capo dell'Agenzia Federale Medica e Biologica, Veronika Skvortsova, ha dichiarato che l'aumento giornaliero dei pazienti Covid-19 è di circa il 20% e che in 10-15 giorni raggiungerà il "plateau", un aumento stabile dei pazienti, che durerà fino a metà giugno.

"Dato che la crescita non presenta sbalzi e procede senza problemi, e la percentuale di casi gravi si attesta sempre intorno al 15-20% dal totale dei malati, [questo] ci permette di gestire senza sovraccaricare il servizio sanitario pubblico", le sue parole al canale televisivo Russia-24.

Su raccomandazione del Rospotrebnadzor - il servizio federale responsabile della supervisione della protezione dei diritti dei consumatori e del benessere umano - il personale medico in prima linea dovrebbe essere equipaggiato di cuffiette, camici e respiratori.

I difensori dei diritti affermano che vi è una grave mancanza di dispositivi di protezione individuale.

"Stiamo ricevendo diverse segnalazioni, soprattutto dalle regioni", ha detto Semyon Galperin, presidente della Doctors' Defence League. - A Mosca, ci sono state situazioni in cui i medici sono stati mandati a curare i pazienti infetti senza attrezzature adeguate, senza le normali maschere e tute".

"In Russia si sta verificando una carenza di maschere ordinarie, che mal proteggono dal virus, e di tute protettive, che sono davvero poche".

La mancanza di dispositivi di protezione personale potrebbe rivelarsi catastrofica nella lotta contro la pandemia, denunciano i sindacati. "Gli operatori sanitari possono diventare essi stessi vettori di contagio, e spesso vengono messi in quarantena o ricoverati in ospedale. Di conseguenza, la forza lavoro che avrebbe dovuto lavorare è sempre minore. Il carico di lavoro aggiuntivo ricade su chi rimane", spiega il co-presidente del sindacato medico Deystvie, Andrei Konoval.

In queste condizioni, gli esperti temono che possa ripetersi lo scenario italiano, dove oltre 110 operatori sanitari sono già stati uccisi dal Covid-19. "Credo che ci siano gravi rischi di tragiche perdite tra le fila degli operatori sanitari", aggiunge Konoval. "Dobbiamo anche tener conto del fatto che abbiamo una grande percentuale di anziani tra il personale medico. Sono nella categoria di rischio, ma nessuno li sospende dal lavoro".

"Il coronavirus svela i problemi del sistema"

Qualche anno fa la Russia ha iniziato la cosiddetta "ottimizzazione" dell'assistenza sanitaria: la riprogettazione del sistema sovietico, che il Paese ha ereditato, secondo il modello occidentale. Questo ha comportato una riduzione del numero di pazienti ricoverati - più costosi - e un passaggio al trattamento ambulatoriale.

Secondo Rosstat, il numero di letti nei reparti di malattia infettiva in Russia si è più che dimezzato dal 2011.

Dall'inizio del 2013 alla fine del 2019, il numero di infermieri è diminuito di 2,6 volte. Il numero di specialisti in malattie infettive - quelli più interessati in questa pandemia - è sceso del 10% rispetto al 2011.

La Corte dei conti e le organizzazioni mediche non governative hanno criticato le misure adottate.

Il vice primo ministro Tatiana Golikova ha ripetutamente dichiarato che "l'ottimizzazione" è stata "terribile" e ha portato a "un deterioramento della qualità dell'assistenza medica nelle regioni".

Secondo il ministero della Sanità, è stata invece proprio questa "ottimizzazione" che ha permesso di ridurre la mortalità e di aumentare l'aspettativa di vita nei russi.

Dimitar DILKOFF / AFPDIMITAR DILKOFF

Mercoledì scorso, Vladimir Putin ha reso noto che il governo ha stanziato più di 33 miliardi di rubli (413 milioni di euro) per l'aumento della capacità di posti letto per i pazienti Covid-19, oltre ad altri 13 miliardi di rubli (162 milioni di euro) per l'acquisto di attrezzature, tra cui ventilatori, macchine equipaggiate con strumenti di rianimazione e ambulanze.

I medici che lavorano con i pazienti Covid dovrebbero ottenere più soldi in busta paga: per i medici si parla di 80mila rubli (circa 1000 euro); per il personale medio, 50 mila rubli (600 euro) e per i neo-assunti, 25mila rubli (300 euro).

"Il coronavirus rivela i problemi sistemici acuti che si sono accumulati nell'assistenza sanitaria russa negli ultimi anni. Parliamo di un'enorme carenza di personale - a fronte di grandi volumi di lavoro - e di bassi salari", afferma Konoval.

Medici a rapporto dalle autorità

Dall'inizio della pandemia, gli operatori sanitari hanno pubblicato molti messaggi su VK e altri social media russi lamentandosi dei propri datori di lavoro. Secondo i difensori dei diritti umani e i media, ci sono stati casi di operatori sanitari convocati presso l'ufficio del procuratore.

Le pressioni e le minacce sono state segnalate da Tatiana Revva, anestesista di Kalach-on-Don, nella regione di Volgograd. A marzo, il sindacato "Doctor's Alliance", legato all'attivista di opposizione, Alexei Navalny, ha pubblicato un messaggio video di Revva in cui parlava della mancanza di dispositivi di protezione.

"Se improvvisamente ci fosse un'epidemia e ci fossero pazienti di questo tipo, gravi, allora la selezione naturale inizierà qui, perché abbiamo 2,5 ventilatori: un compressore rotto, due occupati con i pazienti".

Oleg Kumeyko, il capo dell'ospedale, ha presentato una denuncia alla polizia accusando Revva di aver diffuso informazioni false, indica la Doctors' Alliance. Revva ha detto a Euronews che dopo il video messaggio, in ospedale sono comparsi alcuni dispositivi di protezione individuale, ma il nosocomio - secondo lei - non è ancora attrezzato per far fronte all'epidemia.

"Nel video messaggio ho detto che non abbiamo tute anti-contagio, respiratori o schermi per gli occhi. In una settimana, abbiamo ricevuto una tuta riutilizzabile e due kit monouso. Abbiamo solo due respiratori FFP-1. Si tratta della protezione più bassa, non sono raccomandati dal Rospotrebnadzor".

Revva ha anche riferito di essere stata chiamata nell'ufficio del procuratore. Nel frattempo, il 30 marzo, sul sito web Change.org è apparsa una petizione che chiedeva di licenziare Kumeyko, il suo superiore. La petizione è stata firmata da oltre mille persone. "I nostri cittadini sono ben consapevoli della situazione nel nostro Paese. Molte persone che vivono qui mi hanno sostenuto".

Nel frattempo, il Volgograd Oblast Healthcare Centre ha detto ai media locali che "né l'ospedale di Kalachev né altre istituzioni mediche hanno deficit". Kumeyko ha aggiunto che il numero di dispositivi di protezione e di ventilazione nell'ospedale è sufficiente.

La settimana scorsa, le forze dell'ordine hanno arrestato Anastasia Vasilieva, capo del sindacato "Alleanza dei medici" nella regione di Novgorod. Insieme ai suoi colleghi stava trasportando materiale medico, comprese maschere e guanti, all'ospedale locale.

Agli attivisti è stato contestato il non aver rispettato il regime di autoisolamento e il reato di disobbedienza a pubblico ufficiale. Gli stessi membri del sindacato hanno definito la detenzione un'aggressione. "Anastasia si è rifiutata di dare una spiegazione - questo è un suo diritto - e gli agenti di polizia, compresi quelli in borghese, hanno iniziato ad usare la forza contro di lei", ha detto il portavoce del sindacato, Ivan Konovalov.

Il sito web RBK ha riferito che il Dipartimento degli Affari Interni della Regione di Novgorod ha definito i commenti "prematuri".

Nella Regione di Novgorod c'è un regime di quarantena. I residenti possono lasciare le loro case solo per andare a fare shopping, all'ospedale e per portare a spasso i loro animali domestici a non più di 100 metri dal loro luogo di residenza.

Il comitato investigativo russo ha avviato un'ispezione pre-inchiesta contro Vasilyeva, sospettata di diffondere informazioni false sul coronavirus.