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Covid 19, da Commissione Ue stop a dazi e iva su mascherine e presidi sanitari

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Covid 19, da Commissione Ue stop a dazi e iva su mascherine e presidi sanitari
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Niente piu tasse sulla lotta al Coronavirus: mentre ogni paese comunitario si dibatte per non essere fagocitato dall'epidemia, Bruxelles ha deciso di sospendere dazi e Iva su mascherine, ventilatori e dispositivi di protezione.

"Abbiamo bisogno di molte di queste attrezzature - ha dichiarato venerdì la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen - e ciò può essere costoso. Ed è per questo che oggi abbiamo accettato di eliminare, per un po', alcune tasse sull'importazione di dispositivi e attrezzature mediche da paesi che non fanno parte dell'Unione Europea".

Altruismo "interessato"

Ma non è solo al territorio comunitario che sono rivolte le preoccupazioni di Bruxelles: a ribadirlo, nel corso dell'ultimo vertice dei ministri degli esteri è stato l'Alto commissario alla politica estera Josep Borrell. "Se non risolviamo il problema in Africa - ha puntualizzato Borrell - non lo risolveremo nemmeno in Europa. E l'Africa ci preoccupa particolarmente. Sono i nostri vicini e la pandemia laggiù potrebbe andare fuori controllo molto rapidamente".

Secondo l'Alto rappresentante, se le ragioni umanitarie non bastassero a smuovere l'Europa, sarà bene ricordare che proprio dall'Africa, nel futuro, potrebbe arrivare il temuto contagio "di ritorno".

Per rendere le proporzioni del possibile disastro, Borrell ha voluto dirigere l'attenzione sulla sproporzione esistente tra i due continenti: l'Africa infatti, può contare su appena un medico ogni 10mila abitanti. In Europa - dove pure quasi ogni paese è stato colpito duramente, in primis tra il personale sanitario - di medici a disposizione della stessa fetta di cittadini ce ne sono 38.

“Bisogna che l’Africa diventi una priorità assoluta della comunità internazionale - ha aggiunto - attraverso un massiccio investimento di risorse”

Accesso orizzontale

Dal direttore generale dell'Organizzazion mondiale della sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, intanto è arrivato un appello affinché ogni paese garantisca un accesso universale alle cure, evitando cosi che vengano a crearsi pericolose sacche di esclusione.

"Chiediamo a tutti i paesi di rimuovere le barriere finanziarie per l'assistenza" ha detto Ghebreyesus. "Se i cittadini ritardano o rinunciano alle cure perché non possono permettersele, non solo danneggeranno se stesse, ma rendoeranno la pandemia più difficile da controllare, mettendo a rischio società".

Sul fronte economico nel frattempo, la direttrice del Fondo monterario internazionale Kristalina Georgieva ha avvertito circa un impatto che sarà parecchio piu duro di quello della crisi del 2008

"Abbiamo un forziere di guerra da mille miliardi di dollari - ha puntualizzato - e siamo determinati ad utilizzarne quanto necessario per proteggere l'economia dalle cicatrici di questa crisi".

Secondo una recente stima dell'agenzia Fitch, nel 2020 il Pil dell'Eurozona potrebbe cadere del 4,2 per cento, contro un calo statunitense che dovrebbe attestarsi sul 3,8%. Il pil italiano, nello stesso arco di tempo, sembra destinato a calare fino al 4,7%