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Coronavirus: da domani la Germania chiude le frontiere con Francia, Svizzera e Austria

La Polonia ha già chiuso le frontiere con la Germania
La Polonia ha già chiuso le frontiere con la Germania   -   Diritti d'autore  TOBIAS SCHWARZ/AFP or licensors
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Bruxelles sta elaborando un dispositivo europeo, sulle misure che riguardano la circolazione dei cittadini messa a repentaglio dal Covid-19: lo ha detto il Ministro dell'Interno tedesco, Horst Seehofer, rispondendo a un giornalista nel corso della conferenza stampa in cui dava i dettaglia della chiusura delle frontiere con Francia, Svizzera e Austria.

"In giornata ho parlato con la presidente della Commissione Ursula Von der Leyen e con la Commissaria Johansson (Ylva Johansson, Interni): stanno formulando una soluzione europea", e ha poi spiegato che dovrebbe essere ufficializzata nel corso della giornata di lunedì.

La Germania chiude le sue frontiere con Francia, Svizzera e Austria: più controlli, respingimenti e varchi aperti solo per merci e pendolari.

Le nuove misure entrano in vigore alle 8 di mattina del lunedì, nella speranza che contribuiscano a limitare la propagazione del coronavirus. Dovrebbe durare fino al 3 aprile, ma una proroga non è esclusa. "Se servirà lo faremo", ha detto Seehofer.

La Germania conta già quasi 6.000 casi, ma a spaventare il governo federale è stata soprattutto la dinamica delle ultime ore, con più di 800 nuovi casi in meno di un giorno.

Il blocco delle frontiere è stato deciso dopo una conference call tra i primi ministri di quattro Laender (Baviera, Renania-Palatinato, Saar e Baden-Wurttemberg), la Cancelliera Angela Merkel e il Ministro dell'Interno, Horst Seehofer, al quale è spettato poi l'onere di fare il punto della situazione in TV in serata. "In Germania il virus c'è da gennaio: non c'è da stupirsi se in assenza di un dispositivo europeo la Polonia, la Repubblica Ceca o l'Austria hanno adottato le loro misure per tutelare la propria popolazione", ha tra l'altro detto riferendosi ai valichi chiusi dai Paesi confinanti.

"Fino ad ora era solo un problema sanitario, adesso si innestano anche le questioni di sicurezza", ha detto Sehofer parlando delle necessità di garantire la stabilità del Paese e l'ordine pubblico, e garantire gli approvvigionamenti di cibo e medicinali. "Lo ripeto: abbiamo a che fare con un virus estremamente aggressivo e veloce, e dovremo affrontarlo per molti mesi. E quindi ne derivano anche questioni di sicurezza". La cosa è presa molto sul serio dalla Cancelliera Merkel, ha detto, tanto che si lavora in una task force inter-ministeriale tra Cancelleria e ministeri della Salute e degli Interni.

Già chiuse le frontiere a Nord ed Est

Berlino non ha deliberato la chiusura delle sue altre frontiere terrestri perché ormai inutile: era già stato fatto poche ore prima da Polonia, Repubblica Ceca e Danimarca.

Nel tardo pomeriggio di domenica, al valico di Jedrzychowice, si verificavano lunghissime code, per via dei numerosi polacchi residenti in Germania che tentavano di rientrare nel Paese d'origine: sulla A4, nei pressi di Görlitz, le auto in coda attendevano anche 7 ore, mentre sulla A12 nei pressi di Francoforte sull'Oder l'attesa era di 5-6 ore, sempre a causa dei controlli rinforzati alla frontiera polacca. Più tranquilla la situazione ai valichi di Olszyna e Kolbaskovo.

La Polonia consente il rientro dei suoi cittadini dalla Germania, ma vengono poi messi in quarantena per 14 giorni.

Le altre misure

Nonostante il brusco incremento dei casi, la Germania non ha finora adottato misure comparabili a quelle Francesi o Spagnole, e ancora meno a quelle italiane.

Finora le uniche misure prese in Germania sono la chiusura di tutti i bar, ristoranti, discoteche, cinema, palestre a Berlino.

Analoghi divieti erano già in vigore nello Schleswig Holstein e della città di Colonia.

A Berlino erano stati anche vietati gli assembramenti di più di mille persone, ma in queste ore, di fornte al rapido evolversi dell'epidemia, il governo ha esteso il bando a tutte le riunioni di più di 50 persone.

E anche per le riunioni più piccole, gli organizzatori devono ormai stilare una lista di tutti i partecipanti, con tanto di indirizzi e numeri di telefono. Lista da fornire alle autorità sanitarie, su richiesta.

Nella capitale e nel Land restano normali i trasporti pubblici: erano state ipotizzate restrizioni ma il Senato locale ha ritenuto che ridurre i veicoli avrebbe comportato maggiore affollamento. Quindi, nessun nuovo limite fino a nuovo ordine.

Il governo federale detta naturalmente le misure d'igiene, ma la campagna diffusa sembra essere condotta soprattutto a livello regionale e anche dalle singole realtà: ha destato un po' di stupore, per esempio, il video "I can get no desinfection" fatto dai cardiologi dell'ospedale di Essen.

Commentato sulle TV nazionali e nei social, e piuttosto apprezzato, a giudicare dai commenti di chi lo ha condiviso.

Elezioni amministrative in Baviera

Così come la Francia, la Germania non ha sospeso le elezioni amministrative: dieci milioni di bavaresi sono stati chiamati alle urne, e non sembra che l'epidemia abbia scoraggiato gli elettori - i dati provvisori d'affluenza erano largamente superiori a quelli delle ultime elezioni, nel 2014.

Ad Augsburg, molti hanno notato il saluto "di gomito" tra Claudia Roth, la candidata verde, e la candidata della CSU Eva Weber. Nel rispetto delle prescrizioni date dal governo (niente strette di mano).

La Baviera è il terzo land più colpito dall'epidemia, dopo Nord-Reno -Vestfalia e Baden Wurttemberg.

Frontiere chiuse, ma via libera all'esportazione delle mascherine

La Germania nei giorni scorsi aveva anche adottato il divieto d'esportazione di mascherine, guanti di lattice e altri presidi sanitari, cosa che aveva suscitato polemiche in particolare in Italia.

In queste ore il governo federale ha precisato il divieto, autorizzando l'esportazione a condizione che siano prima soddisfatte le necessità interne.

Reazioni particolarmente forti si erano avute in Italia alla notizia del blocco di un carico di mascherine regolarmente acquistate da un distributore italiano, importate dalla Cina e sequestrate - o meglio bloccate in attesa di chiarimenti - durante il transito in Germania.

Sono molti però i Paesi che hanno ordinato il blocco delle esportazioni: sarebbero state requisite da diversi paesi - di produzione o anche solo di transito - oltre 19 milioni di mascherine acquistate da distributori italiani.