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Borse in caduta libera: il lunedì nero dei mercati mondiali

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Borse in caduta libera: il lunedì nero dei mercati mondiali
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Continua il tracollo delle Borse mondiali: a fine giornata, infatti, a New York l'indice Dow Jones chiude in calo del 7,83%, il Nasdaq cede il 7,29% mentre lo S&P perde il 7,67%.

Per il Dow Jones si tratta del calo più pesante a far data dalla crisi finanziaria del 2008,

Il prezzo del petrolio è crollato di quasi il 25%, dopo la paventata accelerazione della produzione da parte dell'Arabia Saudita, successiva al rifiuto di tagli alla produzione sul fronte russo.

Non va certamente meglio per le Borse europee: Piazza Affari sprofonda chiudendo a -11,17%, mentre lo spread tra Btp e Bund tedeschi supera la soglia dei 227 punti base, livello massimo dallo scorso agosto.

Wall Street temporaneamente sospesa

Gli scambi sono stati sospesi per 15 minuti a Wall Street, dopo il ribasso del 7% dell'indice Standard & Poor (S&P) dovuto al crollo del petrolio, a sua volta vittima delle conseguenze del coronavirus.

Al momento dell'interruzione, l'indice Dow Jones era sprofondato del 7,29% e il Nasdaq del 6,86%.

La perdita del 7% dello S&P ha così innescato il classico "tamponamento a catena" che ha portato all'interruzione degli scambi, fornendo una boccata d'ossigeno a mercato e investitori.

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Tra gli effetti più rilevanti della crisi epidemica, quelli sul piano energetico: il prezzo del greggio è in caduta libera andando generalmente sotto ai minimi del 1991.

Crollo di petrolio e borse

Dopo una minima stabilizzazione, il petrolio ha visto le quotazioni crollare di nuovo sui mercati asiatici: al Nymex il barile è finito a 27,61 dollari, accusando una perdita del 33,12%, superando addirittura i minimi registrati al momento della prima Guerra del Golfo. Il Brent ha perso $ 11,44 al barile cioè un calo del 25,3%. Il benchmark del greggio statunitense è sceso di $ 10,77, ovvero perde il 26,1%, attestandosi a $ 30,49. La disputa tra i paesi produttori riguarda le misure da adottare per mantenere il profit. Grande scontro fra Russia ed Arabia Saudita. La Russia non ratifica l’accordo sui nuovi tagli della produzione di greggio quindi l’alleanza con l’Opec è a rischio ed è per questo che il greggio affonda.

Le asiatiche in consonanza negativa

Le Borse cinesi, oltre ai timori sulla diffusione del coronavirus a livello globale, accusano soprattutto un tonfo per il tracollo del petrolio dopo il mancato accordo all'Opec e la guerra dei prezzi avviata dall'Arabia Saudita che, sfidando la Russia, ha deciso di aumentare la produzione e di tagliare i prezzi: l'indice Composite di Shanghai cede il 3,01%, a 2.943,29 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 3,79%, a quota 1.842,66.

Futures europei in caduta

I futures europei sono in caduta libera preannunciando un tonfo in avvio di seduta sulle borse del Vecchio Continente. Quello sull'indice Eurostoxx50 sta cedendo l'8% per cento. Profondo rosso anche a Wall Street dove i future sui listini statunitensi hanno accentuato le perdite. Quelli sullo Standard &Poor's 500 arrivano a perdere il 5%, mentre quelli sul Dow Jones perdono 1.119 punti.