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Coronavirus: la Cina comincia a rialzare la testa, i mercati no

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Coronavirus: la Cina comincia a rialzare la testa, i mercati no
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Mercati ancora una volta contratti: l'incertezza legata alla crisi sanitaria manda in tilt le Borse, che hanno chiuso tutte in forte calo: Londra ha perso il 3,49%, Parigi il 3,23%, ribasso per Francoforte al 3,08% e Milano che scende del 2,66.

Mentre la Cina può allentare la stretta coronavirus e ripensare alla crescita economica, cresce dunque la febbere dei mercati finanziari.

Il Fondo monetario internazionale afferma che è presto per fornire le previsioni esatte, ma ammette che le proiezioni potrebbero essere riviste al ribasso.

Il portavoce del Fmi, Gerry Rice:

Probabilmente ridimensioneremo le nostre proiezioni di crescita a livello mondiale nell'outlook di aprile. Nel caso di una reazione ancora più virulenta del coronavirus, un'azione coordinata da parte della comunità internazionale sarebbe utile.

L'Unione europea sta a guardare, ha bisogno di tempo per valutare l'impatto economico, ma sta già pensando a possibili misure per sostenere i settori colpiti dall'epidemia.

Thierry Breton, commissario per il Mercato unico:

"Stiamo iniziando a vedere quali siano i settori colpiti, alcuni sono più interessati di altri, pensiamo ad esempio al turismo".

La Germania sta prendendo in considerazione tutta una serie di incentivi tra cui agevolazioni fiscali. La più grande economia europea faceva un grande affidamento sulle esportazioni e la Cina è il più grande mercato dove Berlino esporta.