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Che cos'è il CETA e perché l'accordo commerciale UE-Canada è ancora in stallo?

Il primo ministro canadese Mark Carney parla con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al Parlamento europeo a Strasburgo, il 17 settembre 2026.
Il primo ministro Mark Carney parla con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen al Parlamento europeo a Strasburgo, in Francia, il 17 settembre 2026. Diritti d'autore  AP Photo
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Di Peggy Corlin
Pubblicato il
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L'accordo commerciale UE-Canada è in vigore a titolo provvisorio dal 2017, ma dieci Paesi dell'UE non lo hanno ancora ratificato. Che cos'è il CETA e perché, a dieci anni dalla firma, è ancora in un limbo?

La scorsa settimana l'Unione europea e il Canada hanno presentato i piani per una nuova partnership ambiziosa, che in prospettiva potrebbe offrire al Canada una forma di adesione associata all'UE. Ma il loro accordo storico già esistente resta ancora una partita aperta.

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L'Accordo economico e commerciale globale (CETA) è stato firmato nel 2016 ed è applicato in via provvisoria dal 2017, eliminando quasi tutti i dazi e contribuendo a un forte aumento degli scambi transatlantici. Tuttavia dieci Paesi dell'UE – Belgio, Bulgaria, Cipro, Francia, Grecia, Ungheria, Irlanda, Italia, Polonia e Slovenia – non lo hanno ancora ratificato.

Il contrasto è emerso chiaramente la scorsa settimana, quando la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha invitato il Canada a rafforzare i suoi legami economici e di sicurezza con il blocco.

"Passeremo dal CETA a una Alliance for the Future (Alleanza per il futuro) per creare uno spazio comune di prosperità e di sicurezza economica", ha dichiarato von der Leyen agli eurodeputati e al primo ministro canadese Mark Carney a Strasburgo.

Pur non essendo stato ratificato integralmente, l'accordo è entrato in vigore a titolo provvisorio nel 2017.

Ma che cos'è il CETA e perché la sua ratifica è bloccata?

Cosa prevede l'accordo commerciale UE-Canada?

Il CETA è stato concluso nel 2016 dopo sette anni di negoziati e un dibattito spesso acceso nei Paesi membri dell'UE.

L'accordo ha eliminato i dazi sul 98% dei beni scambiati tra l'UE e il Canada, coprendo prodotti che vanno dal vino alle auto, fino ai prodotti chimici. Ha inoltre aperto una parte più ampia del mercato canadese alle imprese europee in settori come i servizi finanziari, le telecomunicazioni e i trasporti.

Secondo la Commissione europea, l'accordo ha fatto aumentare dell'80% gli scambi bilaterali di beni e servizi tra UE e Canada nel 2025 rispetto al 2016, anno della firma del CETA, portandoli a 130 miliardi di euro, rispetto ai 72,1 miliardi registrati nove anni prima. L'UE registra un surplus commerciale di 16 miliardi di euro per le merci e 9,7 miliardi per i servizi.

Per i prodotti agricoli, l'accordo consente la vendita in Canada di 143 prodotti europei con lo status di indicazione geografica (IG), che vengono così protetti dalle imitazioni. L'intesa prevede anche contingenti per l'esportazione verso il Canada di formaggi europei (32.000 tonnellate l'anno) e per l'importazione nell'UE di manzo canadese (50.000 tonnellate) e carne suina (80.000 tonnellate). Inoltre vieta l'importazione di prodotti canadesi contenenti sostanze proibite, come gli ormoni della crescita.

Solo il 3% dei contingenti di carne bovina è stato utilizzato tra il 2021 e il 2023, a causa delle norme sanitarie e fitosanitarie (SPS) dell'UE, che rendono costoso esportare per i produttori canadesi di manzo, secondo una valutazione della Commissione.

Perché la ratifica è bloccata?

Le preoccupazioni in materia di sicurezza alimentare e di standard ambientali sono tra i motivi per cui il CETA incontra resistenze in diversi Paesi dell'UE. Gli agricoltori europei hanno inoltre denunciato il rischio di concorrenza sleale da parte dei prodotti canadesi, sostenendo che alcune regole di produzione in Canada sono meno severe rispetto a quelle in vigore nell'UE.

I critici del CETA hanno preso di mira anche le disposizioni sul meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato (Investor-State Dispute Settlement). Questo meccanismo consente alle imprese di presentare un ricorso contro uno Stato davanti a un tribunale arbitrale se il governo adotta una legge che discrimina un'azienda e ne danneggia i profitti. I tribunali erano ad hoc, composti da arbitri privati.

Le controversie su un sistema ritenuto favorevole alle lobby imprenditoriali hanno però spinto la Commissione a introdurre garanzie e a sostituire il meccanismo di risoluzione delle controversie investitore-Stato con un Sistema giudiziario per gli investimenti (Investment Court System), con giudici permanenti e un meccanismo di appello. UE e Canada hanno inoltre introdotto disposizioni per tutelare il loro diritto a legiferare in materia di salute e sicurezza pubblica, ambiente o protezione sociale. Ma gli oppositori sostengono che queste garanzie non basteranno a proteggere tali politiche. È previsto che i tribunali entrino in funzione solo quando l'accordo sarà ratificato da tutti e 27 i Paesi membri.

Quando l'UE ratificherà completamente l'accordo?

Non esiste un calendario preciso, anche perché in diversi Paesi membri la procedura di ratifica è di fatto bloccata.

In Francia, ad esempio, il Senato ha respinto l'accordo nel 2024 e il governo ha poi bloccato il suo invio all'Assemblea nazionale, temendo una bocciatura definitiva.

In Polonia il processo di ratifica è ugualmente congelato, così come in Italia, dove è fermo dal 2018, quando il governo lo ha respinto ritenendo che le IG italiane non fossero sufficientemente tutelate. L'eurodeputato italiano Carlo Fidanza, del partito Fratelli d'Italia, ha dichiarato di recente che ci sono poche possibilità che l'accordo venga sottoposto al parlamento prima delle elezioni del dicembre 2027.

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